Ore 12 – “Net generation” Made in Italy

Tornato il sole e riempite di nuovo le spiagge, il rapporto ISTAT sui giovani è già chiuso nel cassetto più nascosto. Due milioni di ragazze e ragazzi italiani contano e hanno un senso solo “statisticamente parlando”. Ricordiamo che nel 2009 il 20% degli under 29 non sono iscritti né all’università né all’Ufficio di collocamento. Eufemisticamente

Tornato il sole e riempite di nuovo le spiagge, il rapporto ISTAT sui giovani è già chiuso nel cassetto più nascosto.

Due milioni di ragazze e ragazzi italiani contano e hanno un senso solo “statisticamente parlando”.

Ricordiamo che nel 2009 il 20% degli under 29 non sono iscritti né all’università né all’Ufficio di collocamento. Eufemisticamente (ma non troppo) questa moltitudine di giovani non studia e non lavora.

Non bastasse questo, ci sono pure i “non autonomi per scelta” che, dal 1983, sono addirittura triplicati: 1 30/34enni dall’11,8 al 29,9%: i 25/29enni dal 34,5 al 59%.. Di fatto è tutta gente che si è “arresa” E quindi fanno ancora meno notizia degli altri.

Il Governo “registra”, l’opposizione “registra”, le Istituzioni “registrano”, la società “prende atto”. Tutti recitano la parte di Pilato.

Il sociologo Sabino Acquaviva incolpa la “crisi della struttura familiare” che coinvolge procreazione e natalità. La maggior libertà si porta dietro la debacle dei valori morali di riferimento.

E’ il nostro “Net generation” (Not in education employmentor training). Istruzione no, occupazione no, preparazione no.

Che dire? Chi non si sente Pilato scagli la prima pietra.