Tripli incarichi e pubbliche virtù: i collezionisti di poltrone

In un Paese come il nostro, dove le elezioni sono più frequenti dei saldi, può capitare di trovarsi eletti più volte e quindi di assommare più poltrone che fondo schiena. Una bella seccatura, non c’è che dire. Che in alcuni casi consente di cumulare 2 o 3 stipendi, in altri semplicemente di occupare tre posti

In un Paese come il nostro, dove le elezioni sono più frequenti dei saldi, può capitare di trovarsi eletti più volte e quindi di assommare più poltrone che fondo schiena.

Una bella seccatura, non c’è che dire. Che in alcuni casi consente di cumulare 2 o 3 stipendi, in altri semplicemente di occupare tre posti di potere, con evidente beneficio per il proprio ego. Solo per quello però, visto che sarebbe proprio interessante capire come è possibile svolgere, con un minimo di competenza e attenzione, 3 lavori da amministratore contemporaneamente.

Il Corriere ci segnala i casi più eclatanti della Regione Lazio, dove ci sono ben 39 politici che non hanno saputo dire di no ad uno strapuntino, sempre, naturalmente, per il bene della collettività.


La lista completa potete leggerla qui e va specificato che ci troverete l’intero arco costituzionale.

Vale però la pena di riportare le due regine dell’ubiquità, due elette del Popolo della libertà: Lidia Nobili è consigliere alla Regione, assessore al Comune di Rieti e consigliere alla Provincia di Rieti; Annalisa D’Aguanno, oltre alla Pisana, è alla Provincia di Frosinone e al Comune di Cassino. Va riconosciuta la correttezza della Nobili, che in un uno slancio di onestà intellettuale ha fatto aggiungere ai suoi manifesti elettorali: Questa volta non scrivere il mio nome!