La casta dei magistrati che non accetta di fare sacrifici

Lo avevano minacciato e prontamente dalle parole sono passati ai fatti. Avevano parlato addirittura di interventi che minano l’indipendenza della magistratura, di misure inaccettabili per i magistrati e per il funzionamento del sistema giudiziario e avevano fatto capire ampiamente che il problema era ed è il fatto che vengono colpite le loro retribuzioni. Si lamentano


Lo avevano minacciato e prontamente dalle parole sono passati ai fatti. Avevano parlato addirittura di interventi che minano l’indipendenza della magistratura, di misure inaccettabili per i magistrati e per il funzionamento del sistema giudiziario e avevano fatto capire ampiamente che il problema era ed è il fatto che vengono colpite le loro retribuzioni.

Si lamentano del blocco dei meccanismi di progressione economica, del blocco dell’adeguamento e del prelievo forzoso sugli stipendi; condizioni definite insopportabili e persino incostituzionali. E quindi se si toccano gli stipendi non può che partire lo sciopero.Peccato che i magistrati italiani riescano a guadagnare cifre nettamente superiori ai colleghi di altre nazioni.

Un pubblico ministero guadagna circa 100 mila euro ogni anno (8 mila euro al mese), 10 mila euro più di un collega francese e 28 mila euro più di un corrispettivo spagnolo. Il primo luglio sciopereranno perchè non possono accettare che “un pubblico dipendente con uno stipendo lordo di 150 mila euro possa subire un taglio di stipendio di 3 mila euro”…

che corrisponde solamente al 2%… La spesa per i membri del Csm ci costa oltre 6 milioni di euro l’anno e i magistrati inoltre complessivamente costano allo Stato 978 milioni (una cifra evidentemente spropositata), hanno 51 giorni di ferie, lavorano 1650 ore all’anno (che corrispondono a circa 4 ore al giorno).

E nella categoria qualcuno incomincia a far notare che lo sciopero è francamente ridicolo: Maria Cordova, pm a Roma, in un’intervista al Corriere ammette

Lo sciopero non è corretto nei confronti di chi guadagna una miseria. Di fronte a un operaio non mi sento di fare questo sciopero e non lo farò. La situazione economica è difficile ma non mi sento di protestare mentre vengono colpiti cittadini che percepiscono stipendi molto più bassi dei nostri