Quel moderno spettacolo gladiatorio. il Derby Roma-Lazio

La città è la stessa: Roma. Quasi identico, è anche il palcoscenico dove andrà in scena lo spettacolo: ieri il Colosseo, oggi lo stadio Olimpico, sempre di un’arena ellittica si tratta. E’ vero, cambiano le regole e cambiano anche le armi. Lo spettacolo che andrà in scena, però, e parlo degli spalti non del campo,

La città è la stessa: Roma. Quasi identico, è anche il palcoscenico dove andrà in scena lo spettacolo: ieri il Colosseo, oggi lo stadio Olimpico, sempre di un’arena ellittica si tratta. E’ vero, cambiano le regole e cambiano anche le armi. Lo spettacolo che andrà in scena, però, e parlo degli spalti non del campo, è esattamente lo stesso: 70.000 “civis romani” pronti a sfogare per una breve parentesi della loro vita domenicale, e contro il loro rivale stracittadino, ansie, frustrazioni e rabbia accumulati in una settimana di lavoro attraverso urla bestiali ed insulti così gravi da essere ammessi per soli 90 minuti ogni 15 giorni.

Se ci si pensa bene non è cambiato molto dai tempi dell’antica Roma. E se si fa una riflessione un po’ più attenta si capisce anche che il fascino di una domenica allo stadio, soprattutto quando alle porte si presenta il Derby RomaLazio (domenica 10 dicembre, la prossima, ore 20.30), è proprio quello degli spalti e non quello del campo. Che si vinca o che si perda, ad affascinare il sociologo, ma anche il turista, l’uomo della strada ed il tifoso che è in tutti noi, è la partecipazione a quel calderone infuocato che è la partita dell’anno, Roma-Lazio, con tutto il carico di simbolismi ancestrali che si porta dietro: i nuovi “gladiatori” che infiammano gli spalti, l’isterismo collettivo e primordiale della folla e la spaccatura in due metà esatte del tifo: chi va all’inferno per la sconfitta del suo gladiatore, chi festeggerà per mesi la vittoria del suo.

Buon derby a tutti, allora. Che il pollice sia verso o contro. Che la bestia uccida il vostro uomo o che il nostro gladiatore infilzi sul prato verde quello dei nostri rivali. Tra colori sgargianti e contrstanti, bandiere sventolanti e cori di odio e amore. Che lo spettacolo inizi!