Riforma pensioni: tanto pagano (sempre) le donne …

Siamo alle solite. Quando fa comodo (soprattutto al governo … di turno) si fa riferimento alla UE. Vedete, si dice, anche la UE ci spinge a fare questo e quello. Quasi sempre sono sacrifici. E’ così anche sulla spinosa vicenda delle pensioni. In particolare, la patata bollente riferita all’accorciamento dei tempi per l’equiparazione dell’età pensionabile

Siamo alle solite. Quando fa comodo (soprattutto al governo … di turno) si fa riferimento alla UE. Vedete, si dice, anche la UE ci spinge a fare questo e quello. Quasi sempre sono sacrifici.

E’ così anche sulla spinosa vicenda delle pensioni. In particolare, la patata bollente riferita all’accorciamento dei tempi per l’equiparazione dell’età pensionabile tra uomini e donne.

Certo, questa può essere l’occasione per la spinta verso una più ampia e organica revisione del sistema pensionistico italiano. L’innalzamento dell’eta’ pensionabile per le donne e’ un passo “necessario” che il nostro Paese deve compiere. Non si può mettere a rischio il futuro dei giovani.

Ma perché si comincia sempre e solo dalla parte dei sacrifici?

Prima bisogna colmare il gap che ci separa dal nord Europa in termini di servizi: asili nido, scuole, assistenza sanitaria e sostegno per gli anziani. E prima bisogna fare riforme vere, con leggi a favore delle famiglie.

Altrimenti è sempre la stessa solfa. Solo sacrifici, senza cambiare nulla. A pagare sono chiamati sempre gli stessi ceti sociali. E le donne per prime.