Manovra economica, i magistrati in rivolta si preparano allo sciopero

La manovra economica messa in piedi dal governo Berlusconi, con a capo Tremonti, ha scontentato molte categorie; di sicuro quello che fa più rumore è l’ennesimo scontro frontale con la magistratura, letteralmente in rivolta davanti alla finanziaria dell’esecutivo.L’Associazione Nazionale Magistrati ha proclamato uno sciopero, la cui data e modalità verrà decisa domani dal Comitato direttivo

La manovra economica messa in piedi dal governo Berlusconi, con a capo Tremonti, ha scontentato molte categorie; di sicuro quello che fa più rumore è l’ennesimo scontro frontale con la magistratura, letteralmente in rivolta davanti alla finanziaria dell’esecutivo.

L’Associazione Nazionale Magistrati ha proclamato uno sciopero, la cui data e modalità verrà decisa domani dal Comitato direttivo centrale dell’Anm. Le accuse dei magistrati non ci dicono molto di nuovo sul pessimo rapporto con il governo Berlusconi III (vedi ddl intercettazioni), ma restano pesantissime:

La manovra paralizza l’intero sistema giudiziario, mina l’indipendenza e l’autonomia della magistratura e colpisce soprattutto gli stipendi dei giovani magistrati che subiscono una riduzione fino al 30 per cento.

Immagine|Flickr

Come dire – ci date fastidio? e noi vi togliamo il grano – una tesi che si fa sempre più spazio tra i magistrati, e non quelli dipinti come rossi. L’ANM chiede “interventi strutturali che consentirebbero di ridurre le spese nel settore giustizia e di recuperare risorse per lo Stato”.

Lo sciopero, che dovrebbe durare due giorni, ha provocato reazioni stizzite dal centrodestra, che attraverso Cicchitto ha ribadito quello che ormai sembra essere diventato uno dei pilastri della dottrina di governo:

Lo sciopero proclamato dall’Anm conferma che ci troviamo di fronte a un’associazione che fa politica in modo continuo e organico.

Come se il dissenso, oggi in Italia, fosse diventata un’arma impropria. Più sarcastico il viceministro leghista alle infrastrutture Roberto Castelli, che chiosa:

E’ un po’ triste che la magistratura italiana, che vede i propri emolumenti al vertice dell’Unione europea, scenda addirittura in sciopero perché non accetta di partecipare ai sacrifici che vengono richiesti a tutti. Almeno ai tempi d’oro della riforma Castelli i magistrati scioperavano con la Costituzione in mano… Adesso cosa faranno? Infuocate assemblee sventolando le bollette della luce?

Certo è che non passa giorno senza uno scontro tra qualche ministro dell’esecutivo e i rappresentanti della giustizia. Su una cosa sono tutti d’accordo: il grave stato di crisi della giustizia. Le proposte dell’Anm sembrano però molto più costruttive e concrete di quello del governo, che in campo giudiziario è molto più interessato a “limitare i danni” rispetto all’impegno condiviso di rendere la macchina più efficiente e meno pesante.