Correte, Poeti d’Europa! Magris e l’annuncio sulla Süddeutsche Zeitung

Gli inni nazionali? Qualcuno è morto – l’inno di Mameli, per esempio: lo intoneremo per i mondiali in Sudafrica, poi lo dimenticheremo per altri quattro 2 giugno e fino alla prossima coppa del mondo – altri non si sentono molto bene, ma credo che ancora peggio stiano, e da qualche secolo, le liriche, i componimenti


Gli inni nazionali? Qualcuno è morto – l’inno di Mameli, per esempio: lo intoneremo per i mondiali in Sudafrica, poi lo dimenticheremo per altri quattro 2 giugno e fino alla prossima coppa del mondo – altri non si sentono molto bene, ma credo che ancora peggio stiano, e da qualche secolo, le liriche, i componimenti letterari, dedicati alle nazioni o direttamente ai continenti.

Oggi sul Corriere, Claudio Magris, uno dei pochi intellettuali della penisola degni del titolo, ci racconta dell’annuncio apparso sulla Süddeutsche Zeitung il 20 aprile scorso

Sono un fervido patriota europeo, convinto che l’Europa unita sia la nostra unica possibilità di un futuro accettabile e desideroso di vivere in un vero Stato europeo, federalista e decentrato, ma con leggi cogenti per tutti e con un presidente e un governo eletti da tutti. Tuttavia, leggendo quel comico trafiletto, mi sono per un attimo chiesto, reprimendo subito questo irriverente pensiero, se l’Unione europea sia una cosa seria…

Ma di che parlava quell’annuncio? L’abbiamo scovato negli archivi della Süddeutsche Zeitung e ve lo riproponiamo dopo il salto…

Foto | Flickr

Eccolo qui in lingua originale, ve lo traduco un po’ grezzamente subito dopo il quote:

DIE FRAGE
Was muss ein EU-Dichter für Menschenrechte können?

Die Europäische Union sucht einen lyrisch beschlagenen Autor, der die Charta für Grundrechte in Verse kleidet. Die Hoffnung der Auftraggeber: Der Inhalt soll dadurch mehr Relevanz bekommen. Katerina Kombercova, Sprecherin der Agentur der Europäischen Union für Grundrechte: “Autoren und Dichter sollen einen künstlerischen Zugang zur Grundrechtecharta finden und zeigen, was sie den Bürgern der Europäischen Union bedeutet. Aufgabe ist es, den Text in Umgangssprache zu übertragen. Das Werk soll …

20.04.2010 Süddeutsche Zeitung | Deutschland, Bayern, München | Panorama
116 Wörter | 1.50 EUR

Chi vuol diventare il Poeta dei Diritti Fondamentali della Comunità Europea?

L’Unione Europea è alla ricerca di un autore di liriche (un poeta? Uno scrittore? Un paroliere? ndt) che metta in versi la Carta dei Diritti. Katerina Kombercova, portavoce dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali spiega sempre nell’annuncio – a quanto scrive Magris non più “aperto”, che “Autori e poeti dovranno trovare un approccio artistico alla Carta e mostrare il suo significato per i cittadini dell’Unione Europea”.

Il suo significato per i cittadini europei? Non so per gli altri paesi, ma in Italia, è presto detto: nessuno o quasi. Chiosa conclusiva di Magris:

L’euro vacilla, la disoccupazione cresce, problemi di ogni genere investono in modi diversi tutti i Paesi dell’Unione, si rendono necessarie austere misure che abbassano la qualità della vita, si chiudono grandi istituzioni culturali, e qualcuno pensa di fare dell’Unione un’arcadica pastorelleria, in cui i parlamentari europei potrebbero assumere nomi poetizzanti come nelle accademie letterarie di un tempo, travestirsi in panni bucolici e mettere in rima crisi con fiordalisi per sentirsi tranquilli

Nel caso vi sentiate poeti, non ho ben capito se il concorso sia ancora aperto o meno: ma se vi sentite ispirati, potete scrivere i vostri componimenti all’agenzia della Comunità Europea che ha promosso il tutto, la FRA.