2 giugno: la Festa della Repubblica non interessa il ministro Maroni

In occasione del 25 aprile, più o meno ogni anno, si riapre l’interessantissimo dibattito intorno al tema: La Festa della Liberazione è di parte? Si tratta di una Festa da abolire in quanto non più sentita? Da oggi le medesime domande potranno essere poste anche in proposito della Festa della Repubblica, a quanto pare svoltasi


In occasione del 25 aprile, più o meno ogni anno, si riapre l’interessantissimo dibattito intorno al tema: La Festa della Liberazione è di parte? Si tratta di una Festa da abolire in quanto non più sentita? Da oggi le medesime domande potranno essere poste anche in proposito della Festa della Repubblica, a quanto pare svoltasi ieri.

Infatti, se neppure i ministri della Repubblica hanno interesse a partecipare alla Festa della Repubblica, deve esserci qualcosa che non funziona. Soprattutto se il ministro assente è quello dell’interno, che se non ricordo male dovrebbe avrebbe tra i suoi compiti anche la difesa della Repubblica medesima. Anche gli altri ministri della Lega avrebbero evitato di partecipare all’evento, cosa normale per gente che propugna l’indipendenza della Padania, in aperta violazione di quanto previsto dalla Costituzione.

Sull’assenza di Maroni, il Fatto spiega: Il ministro dell’Interno era nella sua Varese, dove ha partecipato a una cerimonia locale: la banda giovanile presente sul posto, però, non ha intonato l’Inno di Mameli ma una cover di Andrea Bocelli e “La Gatta” di Gino Paoli. In effetti inutile cantare un Inno che si vorrebbe abolire

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Per Federico Geremicca (La Stampa) si potrebbe anche prenderla con ironia e ammettere, per esempio, che «La gatta» – vecchia canzone di Gino Paoli – è certamente più orecchiabile dell’Inno di Mameli: anche se riesce poi difficile credere che sia per questa ragione che le autorità di Varese – alla presenza del ministro Maroni – abbiano deciso ieri di celebrare la Festa della Repubblica facendo intonare il motivetto del cantautore piuttosto che l’inno.

Il ministro Maroni, difendendo anche gli altri ministri assenteisti – secessionisti, parla di un inesistente polverone mediatico, spiegando che a Roma, per il 2 giugno, non ci va da anni, dato che preferisce stare a Varese. A cantare le canzoni di Gino Paoli: C’era una volta una gatta che aveva una macchia nera sul muso e una vecchia soffitta vicino al mare con una finestra a un passo dal cielo blu…