Contromanovra IDV: che cos’è e come funzionerebbe

Ce lo chiedevate a gran voce, ed eccoci qui: della contromanovra dell’Italia dei Valori, si era parlato ieri – nelle pagelle di Massimo – quando era stata presentata. C’era anche una prima presentazione su SlideShare, ora non più disponibile se non tramite una copia cache – mentre quella che vedete qui sopra credo sia la

Ce lo chiedevate a gran voce, ed eccoci qui: della contromanovra dell’Italia dei Valori, si era parlato ieri – nelle pagelle di Massimo – quando era stata presentata. C’era anche una prima presentazione su SlideShare, ora non più disponibile se non tramite una copia cache – mentre quella che vedete qui sopra credo sia la versione 2.0 della presentazione, la trovate sempre su SS.

Ma di cosa parla questa contromanovra presentata da Di Pietro e co? Facile a dirsi, difficile a scriversi. Rosaria Amato, su Repubblica, apre così il suo pezzo:

Soppressione di tutte le province (a eccezione di Roma, Milano e Napoli), reintroduzione dell’Ici (fatte salve le esenzioni stabilite dal governo Prodi), blocco quasi totale delle auto blu, addizionale del 7,5 per cento sui capitali regolarizzati tramite scudo fiscale, eliminazione del vitalizio ai parlamentari e ai consiglieri regionali: sono alcune delle norme contenute nella ‘contromanovra’ presentata stamane dal presidente dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro a Montecitorio

Non proprio una manovra di cesello, ma fedele alla ruvidezza caratteristica dell’IDV e del suo leader. Ma vediamo più nel dettaglio dopo il salto…

E’ difficile trovare qualcuno, un economista, che abbia commentato con cognizione di causa la contromanovra IDV: forse perché alcune misure titillano principalmente (e mica è una cosa sbagliata: basta saperlo) l’animo anticasta degli italiani – la soppressione “quasi” totale delle auto blu, per esempio – ringraziamo ancora Rosaria Amato di Repubblica per essersi presa la briga di spiegare la non chiarissima manovra. Qui nel dettaglio alcune voci di spesa:

La contromanovra dell’Idv prevede, come detto, misure di risanamento per l’ammontare di 33,5 miliardi di euro (24,1 miliardi nel 2011 e 9,4 nel 2012) e interventi per lo sviluppo per 32 miliardi (16 per le famiglie e 16 per le imprese). Le risorse arriverebbero dalla lotta all’evasione fiscale (27,8 miliardi, dei quali 20,6 nel 2011 e 7,2 nel 2012); dal taglio dei costi della politica (24,75 miliardi, dei quali 13 nel 2011 e 11,75 nel 2012), e dai tagli alla spesa pubblica (13 miliardi, dei quali 6,5 dal 2011). Tra le misure più rilevanti, prevista dall’Idv la completa soppressione delle province, con l’unica eccezione di Roma, forse con Milano e Napoli perché, spiega l’onorevole Antonio Borghesi, estensore della manovra, “altrimenti sarebbe necessaria una legge di riforma costituzionale, mentre mantenendo una o due province è sufficiente la legge ordinaria”

Frugando nelle agenzie, se ne è parlato solo il 1° giugno, ieri nessun lancio a tema contromanovra, e fino a quest’ora, neanche oggi. Restiamo all’altroieri allora, e a quanto dichiarato da Antonio di Pietro alla presentazione. Che misure prenderebbe l’IDV se fosse al governo?

”La nostra manovra e’ per il governo dell’oggi e del domani. Se non sara’ accolta la nostra ‘contromanovra’, la trasformeremo in emendamenti per rivoltare come un calzino la manovra del governo”

Fortunatamente, non c’è la sola mano di Di Pietro, dietro alla contromanovra, ma quella di un economista, Antonio Borghesi, uno che di marciapiede ne ha fatto, a quanto si legge sul suo sito. Circa un anno fa si discusse di un suo intervento su NoiseFromAmerika, rileggetelo se avete un dieci minuti liberi. Vediamo di elencare sinteticamente gli interventi previsti:

    aumento al 12,5% della tassazione sui capitali rimpatriati con lo scudo fiscale

    l’innalzamento al 20% della tassazione sulle plusvalenze finanziarie

    reintroduzione dell’Ici sulle case di lusso

    soppressione parziale di province in attesa dell’eliminazione nella Costituzione dell’istituzione

    l’abolizione del Cnel con legge costituzionale

motivato, a quanto spiegava Di Pietro, con queste parole:

costa 20 milioni l’anno e oggi con tutti i centri studi e le associazioni di categoria che ci sono non ha più senso

    eliminazione del vitalizio per i parlamentari nazionali e per i consiglieri regionali, il blocco immediato delle
    auto blu

    la soppressione del ponte di Messina

    l’inizio della riduzione delle spese militari

    nuove regole per gli appalti e per l’intervento della Protezione civile nonchè per combattere la corruzione

    l’asta sulle frequenze liberate dal passaggio al digitale terrestre.

chi potrebbe essere contrario a manovre di questo tipo? Nessuno: non ho onestamente le competenze per valutare la fattibilità di interventi del genere, ma a naso, mi sembrano misure pittoresche, giuste come può essere nel giusto Don Chisciotte, ma che in Italia si scontrerebbero contro muri impossibili da abbattere. Impressioni da estraneo all’economia, per carità.

Seguite questo thread su NFA, in fondo alla pagina qualcuno ha chiesto un commento tecnico sulla contromanovra IDV, magari gli rispondono, vediamo.