Annamaria Cancellieri: la finta moderata che non dovrebbe piacere alla sinistra (e al Pd)

Nuovo rapporto sui CIE da parte del Ministero degli interni propone l’inasprimento delle condizioni di detenzione per i migranti. La Cancellieri è la candidata giusta per il Quirinale?

Anna Maria Cancellieri, ha raccolto oggi 78 voti nelle elezioni presidenziali. Ministro del governo in carica “è moderata”, piace molto a Scelta Civica che dopo il risultato elettorale al limite della “sparizione” annusa la possibilità di affondare il colpo di fronte al suicidio del PD di Bersani e potrebbe rappresentare la “scelta condivisa” per la presidenza della repubblica.

Francamente l’idea di moderazione in Italia sta subendo uno slittamento semantico di cui è difficile rendere conto, soprattutto se associata alla figura Ministro degli interni.

Il rapporto del Viminale, reso pubblico ieri, lascia intendere che nei Centri di Identificazione ed Espulsione saranno costruite celle di isolamento, che sarà reso ancor più cogente “l’asservimento” dei Giudici di Pace che convalidano i trattenimenti direttamente all’interno dei CIE, che sarà controllato l’utilizzo degli apparecchi di telefonia mobile in maniera “selezionata”, che sarà introdotto una specifica aggravante per le rivolte interne e che saranno aumentate le unità di agenti presenti all’interno delle strutture.

Evidentemente le numerose denunce di associazioni per i diritti umani nei confronti di questi “campi” di detenzione e la sentenza dello scorso dicembre del Tribunale di Crotone, che aveva dichiarato legittima la rivolta di tre “detenuti” di un CIE del Comune di Isola di Capo Rizzuto, non hanno indotto la “moderata” Cancellieri ad una riflessione diversa sull’argomento. Il disprezzo dei diritti dei migranti forse viene ancora considerata una misura per gestire i flussi migratori.

Certo se Cancellieri fosse eletta, si potrebbe cavalcare il facile slogan, molto sessista, “finalmente una donna”. D’altro canto se la sinistra, ammesso che ce ne sia una in Parlamento, votasse una sostenitrice del modello sicuritario si assicurerebbe l’approvazione dei “moderati” e si assicurerebbe ancora di più, se mai ce ne fosse il bisogno, la sua scomparsa elettorale e culturale.

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