Grande Riforma o Grande Truffa?

E’ un argomento poco trattato in questi giorni, ma siamo sicuri che il tema diventerà profondamente attuale all’indomani delle elezioni politiche. Stiamo parlando delle riforme istituzionali. E’ dai tempi di Craxi che si vocifera di una “Grande Riforma”, di stampo presidenzialista ( i maligni direbbero cesarista, cioè si vuole concentrare molto potere nelle mani del Primo Ministro o del Presidente della Repubblica). L’idea, in un paese che, come ha scritto Marco Travaglio, produce due o tre duci per secolo, è molto pericolosa. Bisogna andarci cauti.

di bruno

E’ un argomento poco trattato in questi giorni, ma siamo sicuri che il tema diventerà profondamente attuale all’indomani delle elezioni politiche. Stiamo parlando delle riforme istituzionali. E’ dai tempi di Craxi che si vocifera di una “Grande Riforma”, di stampo presidenzialista ( i maligni direbbero cesarista, cioè si vuole concentrare molto potere nelle mani del Primo Ministro o del Presidente della Repubblica). L’idea, in un paese che, come ha scritto Marco Travaglio, produce due o tre duci per secolo, è molto pericolosa. Bisogna andarci cauti. La riforma Costituzionale della Casa della Libertà, fortunatamente bocciata dai cittadini, prevedeva un enorme rafforzamento dei poteri del premier (oltre allo sfascio della Repubblica, che sarebbe stata de facto divisa in venti stati). Nonostante ciò, gli ultimi avvenimenti che hanno portato alla caduta del Governo Prodi impongono una seria riflessione. Qualcosa da cambiare c’è. Vediamo cosa.

1) La funzione legislativa andrebbe attribuita solo alla Camera dei Deputati, riservando al Senato il compito di dirimere parte dei contenziosi che potrebbero sorgere tra Stato e Regioni e il compito di legiferare nelle materie di legislazione concorrente. In pratica, si vuole evitare che passi troppo tempo tra la presentazione di una legge e la sua promulgazione da parte del Presidente della Repubblica.

2) La legge elettorale attuale andrebbe modificata, introducendo, sia per la Camera dei Deputati che per il Senato, un sistema elettorale a doppio turno alla francese: passerebbero al secondo turno i quattro candidati che hanno ottenuto più voti al primo turno. I danni prodotti dal Porcellumsono stati enormi: candidati scelti dalle segreterie partitiche, rischio di ritrovarsi con una maggioranza diversa alla Camera e al Senato, un governo appeso alle scelte, agli uomori e agli interessi di un Mastella o di un Dini. Il doppio turno alla francese garantisce rappresentanza a quelle forze radicate sul territorio, un rafforzamento dei grandi partiti, ma soprattutto costringe i partiti a coalizzarsi tra di loro per vincere al secondo turno.

C’è invece qualcosa che non deve essere assolutamente modificato.

5) I poteri del Presidente del Consiglio dei ministri dovrebbero rimanere uguali a quelli attuali: l’approvazione di una legge elettorale tendenzialmente maggioritaria come il doppio turno alla francese dovrebbe infatti favorire la presenza di 4 o al massimo 5 partiti (ipoteticamente: Sinistra Arcobaleno, PD, UDC, PDL, Lega), riducendo notevolmente la frammentazione partitica e rinforzando la stabilità dell’esecutivo, senza tuttavia svuotare di alcune importanti funzioni il Parlamento.

Piccola parentesi: l’Italia è una repubblica parlamentare , ed è bene che resti così. In un paese come il nostro, come la sindrome del balcone (“dove uno urla qualcosa e tutti gli altri che ha ragione” direbbe Frankie Hi NRG) di mussoliniana memoria è sempre molto viva, un rafforzamento dell’esecutivo a scapito del Parlamento o del Presidente del Repubblica porterebbe ad un indebolimento della democrazia.

6) I poteri del Presidente della Repubblica (soprattutto quello di sciogliere le Camere) dovrebbero essere mantenuti intatti. Essi infatti sono un’altra garanzia di tenuta della democrazia e di equilibrio tra i vari poteri dello Stato.

La riforma del 2005 della CdL rafforzava notevolmente la figura del Premier e svuotava praticamente di tutti i poteri la figura del Presidente della Repubblica. Era pericolosa per la nostra Repubblica, e fortunatamente non esiste più. Ho paura che all’indomani delle elezioni, a prescindere dal vincitore, PD e PDL si metteranno d’accordo per fare “insieme” un’altra Grande Riforma, un altro tentativo di distruggere i poteri di controllo, insomma, un altro inciucio. Speriamo bene.

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