Intercettazioni Fassino-Consorte: Niccolò Ghedini si rifiuta di testimoniare

Niccolò Ghedini ha deciso di fare propria la filosofia del suo assistito più illustre e piuttosto di spiegare le motivazioni, legittime o meno, a causa delle quali non si è potuto presentare in tribunale dove era atteso in qualità di testimone per il processo Favata (durante il quale si stanno discutendo le intercettazioni tra Piero


Niccolò Ghedini ha deciso di fare propria la filosofia del suo assistito più illustre e piuttosto di spiegare le motivazioni, legittime o meno, a causa delle quali non si è potuto presentare in tribunale dove era atteso in qualità di testimone per il processo Favata (durante il quale si stanno discutendo le intercettazioni tra Piero Fassino e Giovanni Consorte) ha deciso di querelare tutti i giornali che hanno dubitato della sua buona fede.

Come riporta l’Unità, che prima di altri quotidiani è stato querelato dall’onorevole, l’avvocato di Silvio Berlusconi dopo aver declinato più volte l’invito del pm Massimo Meroni si è giocato la carta del legittimo impedimento a causa del quale come parlamentare ha la facoltà di testimoniare.

Ognuno sul disegno di legge relativo alle intercettazioni è libero di pensarla come meglio crede. Probabilmente se gli esponenti politici decidessero di dare il buono esempio adempiendo a tutti i doveri pubblici in questo momento in torto sarebbero tutti coloro che appena possono disquisiscono di bavaglio.