Toto-ministri in dirittura d’arrivo

Per quanto riguarda i ministeri principali rimangono da decidere solo Giustizia e Welfare. Tutto lascia pensare che il primo vada a un esponente di sponda Forza Italia (Vito o Scajola, con outsider Pera e Alfano) mentre il secondo se lo aggiudicherebbe AN, soprattutto dopo la levata di scudi di queste ore, con Ronchi o Mantovano.

di luca17

Per quanto riguarda i ministeri principali rimangono da decidere solo Giustizia e Welfare. Tutto lascia pensare che il primo vada a un esponente di sponda Forza Italia (Vito o Scajola, con outsider Pera e Alfano) mentre il secondo se lo aggiudicherebbe AN, soprattutto dopo la levata di scudi di queste ore, con Ronchi o Mantovano. Fino a ieri Ronchi sembrava inattaccabile, ma poi è arrivata la sponsorizzazione forte di Mantovano da parte di Alemanno. Il candidato FI (Sacconi) sembra ormai fuorigioco.

Passando alle poltrone senza portafoglio, sembra ormai tutto deciso o quasi. L’unica incognita potrebbe venire da un eventuale ripensamento o scorporamento del Welfare (che ricordiamolo, accorpa i vecchi Sanità, Salute e Lavoro), per favorire la “spartizione” dei posti e trovarne uno per Sacconi. Allo stato le poltrone (otto) sono così assegnate: Bossi alle Riforme, Calderoli all’Attuazione del Programma, Carfagna alla Solidarietà Sociale, Fitto agli Affari Regionali, Bonaiuti (o Vito) ai Rapporti col Parlamento, Poli Bortone alle Politiche Comunitarie, Stanca all’Innovazione Tecnologica e il tecnico Fazio alla Salute.

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