Curtis Osborne giustiziato: trentacinque minuti per trovare la vena per l’iniezione letale

Mentre ci si affanna per difendere – giustamente – i diritti calpestati dei monaci tibetani, negli Stati Uniti continuano le esecuzioni capitali. Stamane è stata eseguita la condanna a morte di Curtis Osborne, duplice omicida che uccise, nell’ormai lontanissimo 1990 Arthur Jones e Linda Lisa Seaborne. Motivo? Una storia di soldi, di quattrocento dollari che

Mentre ci si affanna per difendere – giustamente – i diritti calpestati dei monaci tibetani, negli Stati Uniti continuano le esecuzioni capitali. Stamane è stata eseguita la condanna a morte di Curtis Osborne, duplice omicida che uccise, nell’ormai lontanissimo 1990 Arthur Jones e Linda Lisa Seaborne. Motivo? Una storia di soldi, di quattrocento dollari che Osborne doveva a Jones dopo aver venduto la sua moto.

Per trentacinque minuti il boia ha cercato una vena in cui inserire l’ago, senza successo. Il trentasettenne Osborne è deceduto dopo un’agonia di 14 minuti: è il secondo giustiziato in Georgia dall’inizio dell’anno, e la quarta persona a morire negli Stati Uniti dopo la decisione della suprema corte di dichiarare incostituzionale quel metodo di dare la morte tramite la pena capitale. Il tutto mentre la moratoria viene ignorata apertamente. Da rivedere questa straziante inchiesta di Giorgio Fornoni per Report.

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