Delitto di Perugia: la requisitoria della Procura

Delitto di Perugia: la requisitoria della Procura per l’omicidio di Meredith Kercher

di remar


È iniziata stamattina la requisitoria della Procura generale di Perugia nel processo d’appello a Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l’omicidio della 22enne studentessa inglese Meredith Kercher. I due in primo grado sono stati condannati, rispettivamente, a 25 e 26 anni di carcere.

Il nuovo procuratore generale di Perugia Giovanni Galati, ha parlato di “piena adesione a tutte le questioni sollevate (dall’accusa) in particolare quelle legate alla nuova perizia le cui conclusioni sono infondate e presenta evidenti lacune. Mi auguro che la decisione sia frutto di un sereno confronto tra le parti”.

Il riferimento è alla nuova perizia svolta per conto della Corte d’assise d’appello sulle tracce di Dna presenti sul coltello e sul gancetto del reggiseno di Meredith. Perizia secondo cui i risultati forniti dalla polizia scientifica, e presi in esame nel processo di primo grado, sarebbero “non attendibili” .

“Negare la presenza del Dna di Meredith Kercher e Raffaele Sollecito sul coltello e sul gancetto, è una falsificazione scientifica della realtà”. “Secondo l’accusa – ha detto il sostituto procuratore generale Giancarlo Costagliolal’attribuzione del Dna a Meredith e a Sollecito è assolutamente sicura, ma anche quando la corte non ne fosse assolutamente sicura, non potrà non considerarlo come un grave indizio così come ce ne sono molti altri”.

“I consulenti tecnici d’ufficio – ha continuato il magistrato- hanno rifiutato senza alcuna motivazione di analizzare alcune tracce evidenziate sul coltello, che nel 2007 non erano state analizzate perché non esistevano macchinari adatti”.

La procura ha chiesto per i due imputati anche il riconoscimento dell’aggravante dei futili motivi. Secondo il sostituto procuratore generale inoltre il racconto di Antonio Curatolo è affidabile e “preciso”. “Il clochard – ha affermato Costagliola – ha visto con assoluta certezza gli imputati la sera del primo novembre”..

“Mi auguro che nel decidere vi sentiate un po’ genitori di Meredith Kercher – ha aggiunto il magistrato – una ragazza seria e discreta alla quale Amanda e Raffaele hanno impedito di vivere”; “c’è stata una campagna ossessiva, in particolare da parte di giornali e tv italiane, che ha fatto sentire tutti genitori di Amanda e Raffaele, due ragazzi di buona famiglia tenuti in carcere dall’ostinazione della Procura”.

Il pm Giancarlo Mignini che ha seguito da subito il caso ha parlato di “assoluto e vergognoso oblio che si è lasciato cadere sulla vittima di questa vicenda criminale”. Rivolto alla giuria popolare ha detto: “Dovete dimenticarvi questo baraccone mediatico”.

“L’andamento del processo fiction e il parallelo processo mediatico lo stiamo vedendo da tempo – ha continuato Mignini rivolgendosi alla Corte – ma a voi deve interessare soltanto la realtà del processo. Il processo deve celebrarsi qui, in questa aula, e non fuori. In camera di consiglio dovrete dimenticare il clamore mediatico”.

Mignini ha poi sottolineato che le parole di Rudy Guede, condannato in via definitiva per l’omicidio “pesano come macigni”. “In questo processo non ci sono solo il gancetto di reggiseno e il coltello. C’è la testimonianza di Guede che era sul luogo del delitto e ha accusato gli imputati”.

“L’accusa di Rudy rende secondario perfino l’esito della perizia” ha aggiunto il sostituto procuratore generale Giancarlo Costagliola.

La sentenza dovrebbe essere emessa il 3 ottobre. Domani la requisitoria proseguirà con il pm Emanuela Comodi, lunedì sarà il turno delle parti civili, poi le arringhe difensive, le repliche e la camera di consiglio.

Via | Umbria24

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