Omicidio Melania Rea, difesa Parolisi: no esito positivo su impronte

Melania Rea, la difesa di Salvatore Parolisi: nessun esito positivo su impronte trovate su luogo del delitto

di remar


Gli avvocati di Salvatore Parolisi ieri hanno smentito che la comparazione delle impronte trovate a Ripe di Civitella, nel luogo in cui è stata uccisa Melania Rea il 18 aprile scorso, abbia dato esito positivo.

”Ad oggi – affermano Walter Biscotti e Nicodemo Gentilenessuna impronta è stata attribuita a qualcuno. Pertanto è incomprensibile chi e come possa far circolare e chissà per quale scopo queste notizie contrarie alla verità attribuendo al medico legale l’impronta ritrovata a Ripe di Civitella”.

La notizia era stata pubblicata da alcuni organi di stampa secondo cui quelle tracce di dna potevano appartenere alla dottoressa Canestrani, medico legale arrivato nel bosco della casermette di Ripe il 20 aprile poco dopo la scoperta del cadavere di Melania.

Delle impronte trovate sul ballatoio in legno dello chalet a Ripe di Civitella parlavamo qualche giorno fa. Suole di scarpa numero 37-38 impresse nel sangue ancora fresco di Melania. Chi ce le ha lasciate camninava in maniera accorta. Salvatore Parolisi, in carcere dal luglio scorso accusato dell’omicidio della moglie, porta il 42.

“Se dovesse risultare che le impronte, i capelli e il Dna non appartengono a Melania, vorrà dire che la Procura ha ancora molto da indagare – ha affermato l’avvocato Walter Biscotti -. Noi ci stiamo battendo per far sì che venga imboccata la pista giusta per scoprire il vero assassino di Melania e scagionare Salvatore”.

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