Amministrative inglesi: batosta per i laburisti

Che il post-Blair si presentasse assai difficile non è notizia di oggi. Il successore dell’ultralongevo e carismatico ex-premier non poteva non pagare dazio alla personalità del suo predecessore, in una sorta di effetto-Thatcher sull’altra sponda del Tamigi, ma certo che in queste proporzioni la sconfitta sa di terrificante disfatta, quasi ai livelli italiani. E’ pur

di luca17

Che il post-Blair si presentasse assai difficile non è notizia di oggi. Il successore dell’ultralongevo e carismatico ex-premier non poteva non pagare dazio alla personalità del suo predecessore, in una sorta di effetto-Thatcher sull’altra sponda del Tamigi, ma certo che in queste proporzioni la sconfitta sa di terrificante disfatta, quasi ai livelli italiani. E’ pur vero che Gordon Brown non ha potuto contare sui risultati della natia Scozia, anche se è tutto da vedere che lo premiasse, ma alla fine è l’Inghilterra che conta (votava comunque anche il Galles) e gli elettori albionici hanno bocciato senza appello la politica laburista.

Ma vediamo i termini della disfatta. A due terzi di scrutinio i Lab sarebbero attestati su un modestissimo 24%, a venti punti secchi dai Tories, e addirittura dietro i liberaldemocratici, che guadagnerebbero il 25% (risultato tra l’altro neanche troppo entusiasmante). Ragionando di seggi, su un totale di 4.102, il partito di Gordon Brown ne perderebbe 161, regalandone 148 ai conservatori e dieci ai liberaldemocratici. I Laburisti perderebbero sei consigli comunali, mentre i conservatori ne recupererebbero sette.

Mentre il premier commentava con toni apocalittici la peggior sconfitta laburista da quarant’anni a questa parte, la memoria tornava alle prime elezioni sostenute da John Major, quando un giovane Tony Blair infliggeva una storica batosta ai nipotini della Thatcher, esattamente nelle stesse proporzioni di oggi. E’ indubbio che questa debba considerarsi la grande vittoria del giovane leader tory David Cameron (nella foto), e trampolino di lancio per la sua futura carriera politica.

L’unica consolazione per Brown potrebbe venire dalla capitale. A Londra infatti il sindaco uscente Ken Livingstone starebbe infatti facendo meglio dei sondaggi, e alla fine potrebbe spuntarla. Trattandosi di un testa a testa tuttavia le parti in causa hanno momentaneamente sospeso ogni commento, e l’esito del confronto con Boris Johnson si saprà soltanto nel pomeriggio.

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