Caso marò: Corte Suprema dell’India rinvia a lunedì l’udienza

La Corte Suprema di New Delhi ha aggiornato l’udienza sui due marò italiani all’inizio della prossima settimana.

Tutto rinviato a lunedì. La Corte Suprema di New Delhi ha aggiornato l’udienza sui due marò italiani all’inizio della prossima settimana. Oggi, però, non sono mancate le polemiche. In particolare quando la Corte ha chiesto quale polizia si debba occupare del caso, se quella antiterrorismo (Nia) o quella criminale (Cbi). L’avvocato Mukul Rohatgi, intervenendo a nome del governo italiano, ha chiesto che per Salvatore Latorre e Massimiliano Girone sia la Cbi a indagare.

“L’utilizzazione della polizia antiterrorismo è in violazione delle sentenze della Corte Suprema dello scorso 18 gennaio” ha spiegato Rohatgi. Il dibattito odierno è durato circa un’ora. In apertura, il procuratore della Repubblica, Goolam Essaji Vahanvati, ha illustrato a che punto è il lavoro del governo per la costituzione di un tribunale ad hoc che giudichi il caso.

Il procuratore ha poi aggiunto che le indagini sono state svolte dalla Nia, che ha registrato una denuncia contro i marò. Qui Rohatgi è intervenuto: a suo parere la Nia potrebbe operare solo prendendo in considerazione il “Sua Act” (Suppression of Unlawful Acts) per la sicurezza marittima che prevede la pena di morte. Ha quindi suggerito l’utilizzazione della polizia criminale Cbi o una sentenza della Corte che esplicitamente proibisca alla Nia di avvalersi del “Sua Act”.

Al termine del dibattito, in cui non sono mancati momenti polemici, il presidente della Corte Suprema Altamas Kabir si è riservato di pronunciarsi sulla questione e ha fissato una nuova udienza per lunedì. I due marò, ricordiamo, sono accusati di aver ucciso due pescatori indiani al largo delle coste del Kerala. Pescatori che erano stati scambiati per pirati.

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