Umberto Bossi lascia la Lega Nord e fonda un nuovo partito?

Il Senatur avrebbe depositato gli atti necessari presso un notaio.

Secondo un’agenzia Ansa, il fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi, accompagnato dalla moglie Manuela Marrone e da alcune persone molto fidate, avrebbe depositato gli atti necessari per la nascita di un nuovo partito politico presso un notaio.

Dopo questo gesto, quindi, la scissione dal partito politico che Bossi fondò nel lontano 1984, sembrerebbe quasi ad un passo.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la richiesta di espulsione di quattro dirigenti fedelissimi di Umberto Bossi, l’ex capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni, Monica Rizzi, Marco Desiderati e Alberto Torazzi.

Sulla linea dura adottata da Roberto Maroni dopo le contestazioni e la rissa avvenuta a Pontida, Umberto Bossi rilasciò le seguenti dichiarazioni:

Questi sono un po’ matti. Alla fine non resterò lì neppure io, se va avanti così.

Maroni, riguardo il provvedimento disciplinare, ha ribadito l’intenzione di non fare marcia indietro:

Non c’e alcun dietrofront, ma è stato interpretato male il provvedimento: c’è un nuovo regolamento in vigore dal primo gennaio 2013 che prevede una procedura diversa e più garantista rispetto a prima. Ed è quella seguita da Salvini. La richiesta fatta dal consiglio nazionale prevede l’audizione da parte del segretario nazionale, che Salvini sta facendo, e la proposta al comitato di garanzia dei provvedimenti sanzionatori.

La stessa fermezza, però, non si è vista nelle dichiarazioni di Matteo Salvini che ha, comunque, confermato che i provvedimenti saranno effettivi a breve:

Ci siamo visti con Reguzzoni ci siamo visti, abbiamo chiarito che bisogna smetterla di litigare, sparlare, chiacchierare, e mettersi a lavorare. Lui si è detto d’accordo. Ma i provvedimenti nei confronti di chi ha fatto casino saranno presi e si concluderanno in una quindicina di giorni. A Pontida, i contestatori erano venti in tutto, cinque o sei persone che da mesi stanno reiteratamente sparlando, attaccando, rompendo le scatole e diffamando. Si tratta di alcuni ex deputati o ex senatori, quei nomi che si leggono sui giornali e dovrebbero mostrarsi più responsabili degli altri.

Foto | © Getty Images

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