Laura Boldrini: “Siamo ancora un Paese provinciale”

Laura Boldrini intervistata dal settimanale Sette racconta la sua infanzia e il suo punto di vista sul tema dell’immigrazione, maturato durante l’esperienza all’Unhcr.

La presidente della Camera Laura Boldrini è la protagonista di un’intervista realizzata dal settimanale del Corriere della Sera, Sette. L’ex portavoce dell’Unhcr, l’Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati, ha raccontato la sua gioventù vissuta vicino a Jesi, rivelando di essere entrata in urto con il padre che voleva che studiasse Giurisprudenza. Invece lei lasciò le Marche alla volta di Roma. La Boldrini è stata interpellata sulle leggi italiane che regolano l’accoglienza dei migranti. La vendoliana, dopo aver rivendicato che l’Unhcr ha da subito contrastato la politica del ministro Maroni favorevole ai respingimenti “perché li attuava indiscriminatamente in alto mare, senza permettere nemmeno di accertare chi avesse diritto e chi no”, ha quindi espresso il suo punto di vista sul tema dell’immigrazione, rimproverando l’Italia per il suo provincialismo:

L’immigrazione va regolata, gestita, non subita. Ma non va neppure vissuta come una minaccia. Abitiamo un mondo globale, in cui circolano liberamente i capitali, le merci e le informazioni. I migranti sono l’elemento umano della globalizzazione, l’avanguardia del mondo del futuro. Presto sarà normale nascere in un Paese, crescere in un altro ancora. Non dobbiamo avere paura di questo. Dobbiamo aprirci al futuro. Siamo ancora un Paese provinciale. Gli italiano parlano poco le lingue. I media trascurano quanto accade all’estero. Invece dobbiamo occuparcene. Perché ci riguarda. Perché le decisioni si prendono sempre meno nei confini nazionali e sempre più in Europa e negli organismi multilaterali.

La Boldrini ha anche commentato il suo nuovo prestigioso incarico, giunto pochi mesi dopo la sua discesa nell’agorà politico:

Non me l’aspettavo. Una sorpresa assoluta. Ero preoccupata: pensavo fosse giusto affidarsi a una persona esperta, non a me, che non sono mai stata iscritta a nessun partito. Ora mi rendo conto che può essere un vantaggio. Non ricevo pressioni da nessuno. Non mi dispiacerebbe a volte ricevere almeno un consiglio.

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