Roma, gioco erotico finisce in tragedia: l’ingegnere Soter Mulè in manette per omicidio preterintenzionale

Gioco erotico finisce in tragedia alle porte di Roma: una ragazza è morta, un’altra è ricoverata in gravi condizioni. In manette l’ingegnere romano Soter Mulè, accusato di omicidio preterintenzionale e lesioni volontarie


E’ ancora ricoverata in prognosi riservata la 23enne che venerdì sera a Roma, in un parcheggio di via di Settebagni, ha preso parte al gioco erotico in cui ha perso la vita la sua amica Paola Caputo, studentessa di Lecce da anni residente a Roma.

L’uomo che era con loro, l’ingegnere romano ed esperto di tecniche sadomaso Soter Mulè, è invece finito in manette con l’accusa di omicidio preterintenzionale e lesioni volontarie.

E’ già stato interrogato a lungo e la sua versione non convince del tutto gli inquirenti: lui sostiene di aver chiamato i soccorsi subito dopo l’incidente, mentre secondo le autorità lui avrebbe provato a lungo a rianimare le due ragazze nella speranza di evitare guai.

La dinamica dell’incidente, invece, sembra ormai chiarita. Così la descrive La Repubblica di Roma:

Le due ragazze erano legate con una stessa corda (ognuna da uno dei due capi opposti) in varie parti del corpo fino al collo. La corda passava su una trave orizzontale all’altezza di due metri da terra, una sorta di tubo metallico all’interno del vano caldaie del garage. Ognuna faceva da contrappeso all’altra come in un gioco della bilancia: quando una scendeva verso terra, l’altra saliva verso l’alto dandosi la spinta con le punte dei piedi. Salendo, la corda provocava uno strozzamento che durava alcuni secondi: il soffocamento, secondo alcune tecniche erotiche, produce infatti una sensazione simile all’orgasmo. Ma una delle due ragazze a un certo punto è svenuta restando in terra e costringendo a restare in alto l’altra, che è così rimasta impiccata.

L’udienza di convalida dell’arresto è prevista per domani mattina a Roma.