Michele Orsi: abbandonato dallo Stato?

Freddato con 18 colpi, l’ultimo dei quali alla testa. Così è morto Michele Orsi, l’imprenditore di Casal di Principe sotto processo he stava aiutando le forze dell’ordine. Il motivo è ancora da svelare. Potrebbe trattarsi tanto della risposta ad uno “sgarro” quanto della vendetta contro qualcuno che stava parlando troppo. Uno scenario che resta inquietante.


Freddato con 18 colpi, l’ultimo dei quali alla testa. Così è morto Michele Orsi, l’imprenditore di Casal di Principe sotto processo he stava aiutando le forze dell’ordine. Il motivo è ancora da svelare. Potrebbe trattarsi tanto della risposta ad uno “sgarro” quanto della vendetta contro qualcuno che stava parlando troppo.

Uno scenario che resta inquietante. Quel che lascia basiti è che Michele Orsi, nonostante fosse un imputato, era anche un uomo che stava aiutando i magistrati a fare chiarezza sull’organizzazione di alcuni clan, e quindi a rischio. Un uomo che aveva paura. Che temava per la sua vita. Di quell’uomo resta un corpo esanime ed una domanda, redatta tempo fa, in cui chiedeva una scorta. Domanda non accettata.

Cosa sarà adesso degli altri familiari? Il fratello di Michele Orsi, Sergio, ha diritto a sentirsi abbandonato. Dopo aver confermato che versavano delle tangenti ai vari clan che erano arrivate a 15mila euro al mese per quattro anni (avevano tentato di resistere finchè non arrivarono le minacce ad uno dei figli di Michele) l’uomo ha paura per la sua famiglia. Il suo legale, l’avvocato Carlo De Stavola, ha dichiarato:

Avevamo chiesto inutilmente attenzione per Michele Orsi che aveva diritto ad una scorta e a un presidio sotto casa, anche se non era un pentito. Non nascondiamoci dietro i formalismi

Le indagini di rito non hanno portato ancora a nulla, come gli interrogatori. Del resto come potrebbe essere altrimenti? Se lo Stato non protegge i propri collaboratori è evidente che i cittadini si richiuderanno a riccio, favorendo quell’omertà che spesso diventa non un credo, ma un obbligo.
Adesso Sergio Orsi ha diritto ad una scorta. Un’auto della Guardia di Finanza staziona sotto casa sua. A suo fratello invece era stato riconosciuto solo il diritto alla vigilanza saltuaria.

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