Balotelli e Lavezzi saranno sentiti come testi dai pm di Napoli

Napoli, i pm sentiranno Mario Balotelli, per la passeggiata a Scampia, ed Ezequiel Lavezzi per una lite a Posillipo

di remar


I pm di Napoli che indagano sui canali di riciclaggio del clan Lo Russo, i cosiddetti capitoni di Miano, vogliono sentire come testimoni i calciatori Mario Balotelli, attaccante del Manchester City, e Ezequiel Lavezzi, beniamino dei tifosi di casa. Per quell’inchiesta è indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio anche l’ex capo della squadra mobile partenopea Vittorio Pisani.

Secondo l’accusa il super poliziotto – che può annoverare tra i suoi successi la cattura di un latitante del calibro di Antonio Iovine – avrebbe informato l’imprenditore Marco Iorio, e cioè il principale indagato nell’ambito del presunto riciclaggio – delle attenzioni degli inquirenti.

Come sintetizzava il comunicato diffuso il 30 giugno e firmato dal procuratore Giovandomenico Lepore: «Il dottor Vittorio Pisani, legato con solidi e comprovati rapporti di amicizia con Marco Iorio ed in rapporti con Salvatore Lo Russo, sui confidente, non ha esitato a rivelare a Iorio l’ avvio dell’ indagine da parte di questo ufficio, informandolo al contempo del contenuto di alcune annotazioni di servizio redatte dal suo stesso ufficio».

«Ciò – si legge ancora nella lunga nota diffusa dalla Procura – inevitabilmente ha arrecato un serio pregiudizio alle indagini, specialmente sotto il profilo della compiuta individuazione ed acquisizione dei beni da sequestrare, essendosi sia Marco Iorio che Bruno Potenza,a sua volta informato da Iorio, immediatamente attivati per occultare i capitali,parte dei quali effettivamente già trasferiti all’ estero, programmando in queste ultime settimane addirittura la vendita a prestanome delle stesse attività di ristorazione».

«Ma si è anche accertato che il dottor Vittorio Pisani era da anni a conoscenza del reimpiego dei capitali illeciti da parte di Marco Iorio e non solo non ha mai effettuato alcuna indagine, nè redatto alcuna comunicazione di notizie di reato, ma ha intrattenuto quotidiani rapporti amicali con questo ultimo, frequentando il ristorante Regina Margherita». «Qualcosa di più grave attiene al comportamento tenuto proprio in relazione alle indagini in corso».

«Il dirigente della Mobile – prosegue il comunicato – si è fortemente speso in difesa dell’amico Iorio, tenendo comportamenti decisamente contrari ai doveri connessi con l’alto ruolo ancora oggi rivestito. E mentre trasferiscono i soldi in Svizzera, gli indagati cominciano anche a immaginare una strategia difensiva e – come rivelato dalle intercettazioni ambientali – si dovrebbe concretizzare nell’ attribuzione delle quote occulte al nero accumulato negli anni per effetto di una mera evasione fiscale».

Tornando ai due attaccanti che saranno ascoltati il 15 settembre dai pm Sergio Amato ed Enrica Parascandolo, sono due gli episodi che gli inquirenti vogliono approfondire come spiega Il Mattino:

L’attaccante del Manchester City verrà sentito in merito ad un giro «turistico» che l’estate scorsa, mentre era ospite di una manifestazione, fece nel quartiere di Scampia. Passeggiata alla quale presero parte anche alcuni camorristi. Lavezzi invece sarà interrogato in merito ad una rissa con alcuni ragazzi mentre si trovava a Posillipo, quartiere residenziale di Napoli. Nella circostanza, l’ex capo della Mobile, Pisani, chiese informazioni sull’accaduto a un dirigente del commissariato di Posillipo.

A inguaiare Pisani anche le dichiarazioni dell’ex boss Salvatore Lo Russo che ha avviato un percorso di collaborazione con i magistrati della Dda i quali ora cercano riscontri alle sue dichiarazioni in merito ai rapporti con l’ex capo della Mobile. Da La Repubblica Napoli:

Il capoclan oggi pentito Salvatore Lo Russo racconta ai magistrati: “La paura che provo non è da meno. Sono perfettamente consapevole della potenza del dottor Pisani e non so cosa possa accadermi. Le dico anzi che temo più la sua persona che cento camorristi. I miei rapporti con Pisani nascono alla fine degli anni Novanta durante un incontro in un ristorante della costiera sorrentina. Pisani mi diede il suo numero di telefono dicendomi che per qualsiasi cosa potevo rivolgermi a lui. Notai l’anomalia di questa circostanza, e mi incuriosii tanto che la sera stessa gli telefonai da una cabina telefonica. Fui molto diretto, gli chiesi in pratica cosa volesse da me. Lui mi chiese di incontrarci e così ci vedemmo a San Martino. Mi spiegò che era interessato a catturare Gaetano Bocchetti. Non mancai di mettermi subito a disposizione”.

(…) Ricorda Lo Russo: “I miei rapporti con Pisani sono durati ininterrottamente, e posso dire che ne è nata una vera e propria amicizia. Nel corso degli anni ci siamo scambiati sempre regali. Gli ho regalato del vino francese e casse di champagne. E anche diverse casse di fuochi artificiali natalizi. Pisani mi raccontò che aveva avuto un diverbio in Procura perché gli era stato chiesto di attivare delle intercettazioni nei miei confronti ma lui si era rifiutato chiedendo che le facessero altri in quanto lui non avrebbe mai fatto una cosa del genere a me”.

Spiega l’ex capoclan ai giudici: “Per comunicare con Pisani utilizzavamo schede telefoniche e telefoni riservati. Pisani si occupava di ricaricarle. Ogni ricarica durava molto tempo sia perché era di due, trecento euro, sia perché le comunicazioni duravano poco tempo. Durante la mia detenzione è mia moglie a intrattenere i medesimi rapporti con Pisani”.

Conclude il boss: “In virtù di questi rapporti intrattenuti con Pisani ho maturato un forte senso di protezione per me e per gli affiliati.. Sono convinto del fatto che lui non avrebbe mai fatto un’indagine nei miei confronti. Lo davo per scontato sebbene non mi sia mai stato detto”.

Lo stesso procuratore Lepore in occasione della conferenza stampa del 30 giugno scorso sottolineò: «Vittorio Pisani è un uomo brillantissimo incappato in una disavventura forse per amicizia. Per noi è molto doloroso ma non diminuisce la nostra stima e fiducia verso la Squadra Mobile».

Foto | Il Mattino

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