Messico drug war, ricatti nelle scuole ad Acapulco: oltre 600 insegnanti si rifiutano di tornare a lavoro

Ci occupiamo spesso della guerra tra narcotrafficanti che da anni sta dilaniando il Messico e dei vari modi in cui i cartelli della droga si procurano il denaro per finanziare le loro attività, ricatti e rapimenti in primis. Solitamente, quando si mette in piedi un ricatto, si scelgono persone con molto denaro a disposizione, ma

Ci occupiamo spesso della guerra tra narcotrafficanti che da anni sta dilaniando il Messico e dei vari modi in cui i cartelli della droga si procurano il denaro per finanziare le loro attività, ricatti e rapimenti in primis.

Solitamente, quando si mette in piedi un ricatto, si scelgono persone con molto denaro a disposizione, ma da qualche tempo a questa parte, nell’area di Acapulco, a finire nel mirino dei narcos sono stati gli insegnanti.

Il messaggio è molto chiaro: se non pagate faremo un massacro. I narcos – l’area è sotto il controllo del cartello dei Beltran-Leyva – vogliono che gli insegnanti delle varie scuole consegnino loro metà dello stipendio che percepiscono.

Solo nelle ultime due settimane sono stati registrati quattro casi di rapimento e, per evitare che l’ondata di violenza prosegua, sono già state chiuse 140 scuole elementari.

Oltre 600 insegnanti, infatti, si sono rifiutati di tornare a lavoro e la situazione, al momento, non sembra destinata a migliorare.

Il problema, come conferma il preside di una scuola locale, è che ora ci sono centinaia di bambini che non solo non ricevono un’istruzione, ma sono per strada a stretto contatto con la criminalità.

Via | Al Jazeera

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