Pd, scissione vicina? L’abbraccio mortale con il nemico Berlusconi

Tiene banco il Partito Democratico, o meglio, quel minestrone girato e rigirato dalle sue mille anime interne che non trovano mai una sintesi politica. Leadership, gruppi dirigenti, i tanto sbandierati organismi dirigenti eletti dai valzer delle primarie, sembrano svanire nelle nebbie di un confronto fra fantasmi, gente che sgomita per accaparrarsi uno spazio sui media, trasformando in rissa da pollaio il confronto politico. Ancora una volta la base è lasciata sola, assiste incredula, incapace di trovare il bandolo della matassa, stanca di assistere dalla curva sud a una tenzone senza né vincitori e né vinti. E’ una involuzione annunciata che dimostra la gravità della crisi del Pd, un nodo scorsoio che può strangolarlo, spezzandolo in più tronconi. Non è davvero questo il momento migliore per Bersani di incontrare il “nemico” Berlusconi. E’ evidente che in questo contesto qualsiasi accordo di governo fra Pd e Pdl viene inteso come “inciucio” e inesorabilmente bollat