Washington inserisce la ‘ndrangheta nella lista nera del narcotraffico

Che la ‘Ndragheta avesse un ruolo di primo piano nella criminalità internazionale già era cosa nota: la strage di Duisburg qualche tempo fa l’ha testimoniato e il rapporto dell’Eurispes riguardo al suo giro d’affari è stato chiaro: 44 miliardi di euro, quasi il 3% del PIL italiano. Adesso però sembrano accorgersene anche in America, dove

Che la ‘Ndragheta avesse un ruolo di primo piano nella criminalità internazionale già era cosa nota: la strage di Duisburg qualche tempo fa l’ha testimoniato e il rapporto dell’Eurispes riguardo al suo giro d’affari è stato chiaro: 44 miliardi di euro, quasi il 3% del PIL italiano. Adesso però sembrano accorgersene anche in America, dove la Casa Bianca ha deciso di includere la ‘ndrangheta nel “Foreign Narcotics Kingpin Designation Act“, la lista nera delle principali organizzazioni dedite al narcotraffico.

A far compagnia alla ‘ndrangheta nella lista, anche il gruppo separatista curdo PKK, e il gruppo criminale messicano guidato dal Beltran Leyva. Con il provvedimento varato, se una persona sarà qualificata come associata alla ‘ndrangheta dal ministero del Tesoro americano, tutti i suoi beni sotto la giurisdizione statunitense potranno essere congelati.

Come riportato in un articolo sul Messaggero:

La Casa Bianca afferma di «apprezzare il sostegno e la cooperazione dei governi stranieri nel giungere a queste designazioni e quest’anno desideriamo ringraziare in modo particolare il governo italiano per quanto riguarda la designazione della ‘ndrangheta».

E il vice-ministro della Giustizia, Mark Philip, dice: «E’ un gruppo che sta aumentando il suo potere e la cui minaccia non intendiamo sottovalutare».

Mi chiedo se dovremmo felicitarci con le istituzioni per questa bella notizia. Abbiamo contribuito a redarre una lista di criminali. C’è da andarne orgogliosi, no?

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