Wikileaks: quando gli Stati Uniti non volevano Napolitano e aiutavano Formigoni

Dai “Kissinger Cables” rivelazioni sulla politica italiana vista dagli USA

di guido

Oggi Giorgio Napolitano viene ricevuto con tutti gli onori da Barack Obama (e concede la grazia al colonnello Usa condannato per il rapimento di Abu Omar), ma meno di 40 anni fa non poteva neppure entrare negli Stati Uniti. Ieri sera Wikileaks ha messo on-line diverse migliaia di documenti, chiamati Kissinger Cables, e riguardanti i documenti riservati dal 1973 al 1976 di Henry Kissinger, Segretario di Stato Usa durante le amministrazioni Nixon e Ford. Due di questi documenti riguardano l’Italia, in un periodo particolare della nostra storia, in cui gli americani guardavano con preoccupazione l’avanzata elettorale del Pci, che era arrivato ai massimi storici.

È il 1976, nelle elezioni regionali dell’anno prima il Partito Comunista di Berlinguer ha conquistato il 33,4% dei voti e ha quasi raggiunto la Dc. Gli Usa sono preoccupati, e nell’estate di quell’anno Giorgio Napolitano fa richiesta di visto per entrare negli Stati Uniti e tenere delle lezioni nelle università: Kissinger scrive

I comunisti non sono tutti uguali, [Napolitano] ha confessato le proprie perplessità su come sviluppare il socialismo all’interno di uno stato democratico, tenuto conto della specificità dell’esperimento sovietico

All’epoca, L’Espresso parlò di contatti tra l’ambasciata Usa e Roma e i vertici Dc per decidere se concedere o no il visto. La fuga di notizie indispettisce gli americani, ed è al centro di uno scambio di messaggi tra Kissinger l’allora ambasciatore a Roma John Volpe, che parla di contatti tra Napolitano e gli accademici Usa. Alla fine Kissinger si appella a una legge del 1952 che impedisce ai membri di qualsiasi partito comunista di ottenere il visto, a meno di eccezioni. E in questo caso gli Usa non fanno eccezioni.

Ancora più interessante è invece lo scambio di messaggi del 1975 tra gli Usa e don Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione, e che coinvolge anche due personalità molto citate negli ultimi mesi: Roberto Formigoni e il cardinale Angelo Scola. Subito dopo le regionali vinte dal Pci, gli americani cercano il bandolo della matassa mentre la Dc di Fanfani sembra allo sbando: uno spiraglio di luce lo trovano in CL e nel Movimento Unitario Popolare guidato da Formigoni, il suo “braccio politico” che sta dando ottimi risultati.

Gli inviati americani incontrano don Giussani e gli chiedono cosa possono fare per “dare un contributo alla democrazia italiana”. Il fondatore di CL spiega che il Mup non ha soldi, e che vorrebbe aprire una radio, “trovare un sistema di accesso alla distribuzione dei film” per veicolare contenuti a carattere cattolico, e soprattutto aprire un settimanale alternativo a “Famiglia Cristiana” (e infatti tre anni dopo verrà fondato “Il Sabato”). In quanto ai referenti degli aiuti, don Giussani indica: “la forza trainante dietro il Movimento Unitario Popolare è Formigoni con don Angelo Scola e Santo Bagnoli della Jaca Book”

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