Paula Radcliffe a rischio per le Olimpiadi 2012. Ma lei dice: «Posso correre, fa solo male».

La veterana e primatista del mondo potrebbe non farcela per l’acuirsi di un vecchio problema: un’osteoartrosi al piede sinistro. Come andrà a finire?

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La maratona è il simbolo delle Olimpiadi. Paula Radcliffe è la maratona britannica. Anzi, è un pezzo della storia maratona mondiale. Primatista assoluta di specialità con 2h15’25”, tempo stabilito a Londra il 13 aprile 2003, si è aggiudicata per tre volte la maratona di Londra, per due quella di New York; in carriera ha corso i 3mila metri, i 5mila, i 10mila, ha corso nel cross, ha fatto la mezza maratona, ed ha racimolato un palmares di tutto rispetto. Oro ai mondiali di maratona di Helsinki nel 2005, argento a quelli di Siviglia nei 10mila; tre ori, tre argenti e un bronzo nel cross, tre ori agli Europei di cross (due individuali e uno di squadra).

Un palmares che, però, non le ha mai portato fortuna nei Giochi Olimpici, cui partecipa dal 1996 ad Atlanta (all’epoca arrivò quarta nei 5.000 metri). Ora avrebbe la sua grande occasione: quella di correre in casa, alla veneranda età – per un’atleta, mica da ridere – di 38 anni. Eppure qualcosa rischia di andare storto.

Secondo il Guardian, infatti, la Radcliffe sta patendo per un vecchio problema.

Si tratta di una fastidiosa osteoartrosi al piede sinistro che, da qualche settimana, è tornata a tormentare l’atleta: per ora non sono servite a nulla le iniezioni di antidolorifici né le visite specialistiche cui sono seguiti trattamenti mirati da parte di uno dei guru mondiali della medicina sportiva, Hans-Wilhelm Müller-Wohlfahrt.

Al momento, insomma, la partecipazione della Radcliffe ai Giochi è davvero appesa ad un filo. L’allenatore della squadra britannica minimizza:

«Paula è Paula. E’ sempre una preoccupazione. E’ appesa a un filo da un decennio, ogni anno. Non è cambiato nulla».

E Paula, per non venir meno alla sua fama di donna d’acciaio e per far capire che non ci pensa neanche, a rinunciare alla possibilità di correre la maratona a Londra, di chiudere i Giochi Olimpici, di ricordare a tutte le altre che la primatista del mondo è ancora lei, ha detto, perentoria, parlando del suo piede:

«Non penso che la mia partecipazione ai Giochi sia minacciata da questo problema. E’ solo questione di gestirlo. Posso correrci sopra, fa solo male».

Foto © TM News

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