Raid al Pigneto: parla uno degli aggressori

Si è costituito stamattina alla Digos di Roma Dario Chianelli, uno degli aggressori del raid di quattro giorni fa al Pigneto di Roma e come potete constatare dalla breve intervista rilasciata in esclusiva a Repubblica, “razzismo e politica non c’entrano” sottolineando anche che “non conosceva gli altri ragazzi“.Quindi con questa bella mossa ci vogliono far

Si è costituito stamattina alla Digos di Roma Dario Chianelli, uno degli aggressori del raid di quattro giorni fa al Pigneto di Roma e come potete constatare dalla breve intervista rilasciata in esclusiva a Repubblica, “razzismo e politica non c’entrano” sottolineando anche che “non conosceva gli altri ragazzi“.

Quindi con questa bella mossa ci vogliono far credere che 20 persone si sono ritrovate incappucciate e pronte a distruggere gli stessi negozi nella stessa zona per pura coincidenza? E se razzismo e politica non c’erano, dobbiamo davvero credere che “avevano rubato un portafogli a un’amichetta“?

Sembra quasi che si voglia sminuire la vicenda, puntando tutta l’attenzione su “l’aggressione era di destra o di sinistra?”, “c’entra la politica o il razzismo?” dimenticando che ci sono stati dei feriti, alcuni negozi sono stati distrutti e che sarebbe potuta finire molto peggio.

Quello che preme maggiormente la popolazione non è sapere che tatuaggio ha quest’uomo o conoscere la sua ideologia politica, ma che atti ignoranti e incivili come quelli degli ultimi giorni vengano severamente puniti, ma soprattutto evitati, al fine di ristabilire quel già traballante ordine dei mesi scorsi.

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