Movimento 5 Stelle: il deputato M5S Tommaso Currò attacca Beppe Grillo

Un parlamentare a Cinque Stelle esce allo scoperto e se la prende con il leader: “Non siamo automi, né bambini e nemmeno schiacciabottoni per conto terzi”

Prima o poi doveva succedere che qualche parlamentare del Movimento 5 Stelle si armasse di coraggio e prendesse la parola per attaccare con toni neanche così soft Beppe Grillo. Era inevitabile, dopo tutte le polemiche, le divisioni e infine il gruppo dei “dialoganti” che ha deciso di uscire allo scoperto (circa una trentina). Restare a guardare mentre Pierluigi Bersani gli proponeva di mettere insieme un “Governo del cambiamento” è stata una decisione che forse (forse) non sarebbe stata presa senza la quotidiana ingerenza del non eletto leader pentastellato.

Ed evidentemente a molti quella decisione non è andata giù. Così, a meno di un mese dall’insediamento a Camera e Senato, ecco il primo ribelle che esce apertamente allo scoperto attaccando Beppe Grillo in un’intervista su La Stampa, trattasi di Tommaso Currò, leader (nel senso di primo a essersi esposto) della pattuglia di trenta dissidenti.

Prima di tutto il deputato a Cinque Stelle se la prende con il fatto che invece di andare Grillo a Roma, come chiesto da tempo, saranno tutti i parlamentari a recarsi in processione a Firenze per incontrare il Capo.

“Io sicuramente no. Mi rifiuto. Non ha senso. È surreale che centosessantratré persone si muovano per andare incontro a una sola. Venga lui da noi. Qui. In Parlamento. Saremo felici di confrontarci, in Parlamento ci siamo noi. E questo luogo va rispettato”

Siciliano, di professione fisico, come si deduce da queste parole Currò – a differenza del suo Capo e di molti suoi colleghi (un po’ in tutti i partiti) – rispetta le istituzioni. Rispetta un po’ meno Beppe Grillo, o quanto meno non gli è prono:

Noi parlamentari non siamo automi. E nemmeno bambini. Nessuno ci può svuotare della nostra personalità politica. Diversamente diventiamo schiavi di un manovratore. Se andiamo avanti così questo dubbio si cristallizzerà. Con Grillo e soprattutto con Casaleggio. Io non sono uno schiaccia bottoni per conto terzi.

Poi le critiche si spostano sulla linea politica oltranzista tenuta dall’M5S fino a questo momento:

Se entri nel Palazzo grazie a otto milioni di voti, devi prenderti le tue responsabilità. La parola accordo non mi piace. Ma io sono convinto che un confronto con il Pd fosse – e sia – necessario. I giorni passano. E il Paese soffre. Non possiamo permetterci di perdere tempo. Di aspettare tre mesi per poi tornare a votare. Le piccole e medie imprese non ce la fanno più. Non amo i toni drammatici, ma qui è una questione di vita o di morte. Ogni giorno ci sono imprenditori che si tolgono la vita e migliaia di persone perdono il posto. Non si può stare ad aspettare lo sfascio

E infine le ragioni per cui si doveva tentare un Modello Sicilia (dove l’M5S appoggia il presidente Pd Crocetta, ma lì non bisogna passare da un voto di fiducia):

Il modello Sicilia. Con in più la fiducia. Riflettiamoci. Non credo che siamo pronti per governare da soli, bisogna avere la forza di riconoscerlo. Ci serve una nave scuola. Il MoVimento ha una forza straordinaria. Una grande energia. E ha spostato l’asse del dibattito politico. Quello che è successo è meraviglioso. Abbiamo un’occasione storica.I nostri elettori non sono diversi dai venti milioni di uomini e donne che hanno votato Pd o Pdl. E se non usi il buonsenso poi finisci per non stringere la mano alla Bindi. Una reazione distruttiva. Drammatica

Ci saranno provvedimenti per questa intervista? Currò per il momento non se ne cura:

Non lo so e non mi interessa. A me può anche stare bene che venga nominato un gruppo che si occupa di comunicazione, purché la comunicazione non si sostituisca alla politica. Anzi, comprimiamo il potere dei comunicatori ed espandiamo quello dei parlamentari. Altrimenti la nostra diventa solo propaganda. E a me la propaganda puzza di fascismo