A Mestre Bossi lancia il sorpasso sul Pdl: “Gli uomini della Lega cambiano il paese”

Mentre il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi si balocca con le solite invettive contro la magistratura, girando il paese senza mai affrontare davvero le tematiche locali. Mentre il finto leader dell’opposizione Pier Luigi Bersani gareggia in antiberlusconismo con quello reale (Di Pietro). E mentre, infine, lo stesso Bersani parla di “Cavaliere al tramonto” e lamenta

di luca17

Mentre il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi si balocca con le solite invettive contro la magistratura, girando il paese senza mai affrontare davvero le tematiche locali. Mentre il finto leader dell’opposizione Pier Luigi Bersani gareggia in antiberlusconismo con quello reale (Di Pietro). E mentre, infine, lo stesso Bersani parla di “Cavaliere al tramonto” e lamenta la mancanza di un confronto diretto in Tv (ma in che regione si scontrano i due, di grazia?) la Lega sta passando al setaccio tutte le sue aree storiche, più o meno forti.

Ieri a Mestre Bossi ha tuonato con forza che gli uomini della Lega sono quelli che cambiano il paese, sottintendendo una chiara differenza con i propri alleati. Certo, il Senatùr non ha alcun interesse a rompere col Cavaliere, ma a lanciare la volata per il sorpasso, questo sì. E non basteranno certo i piccoli favori, tipo Brunetta che annuncia che in caso di vittoria a Venezia il suo secondo sarà leghista, per affievolire la portata del confronto.

Un segnale chiaro lo hanno dato gli ultimi due comizi regionali in ordine temporale. Quant’era mesto il volto del leghista Cota mentre Berlusconi parlava di magistrati in Piemonte. Sembrava proprio che non vedesse l’ora della fine per prendere lui stesso la parola, come se la costrizione a presenziare al discorso – teoricamente di lancio della sua candidatura – fosse quasi insopportabile.

Tutto il contrario a Mestre, dove Bossi è stato trionfalmente accolto dal candidato alla Regione Veneto Zaia in un tripudio di bandiere verdi e toni trionfalistici. E il motivo non è solo che il primo probabilmente perderà mentre il secondo non dovrebbe avere rivali. È proprio il conflitto Pdl-Lega che sta arrivando al culmine. Da più parti si è parlato di un referendum pro o contro il Presidente del Consiglio, non ultimi noi di Polis stamane. Ed è certamente così, ma probabilmente in subordine a un secondo e ancor più netto regolamento di conti. Quello tutto interno al centrodestra.