Elezioni Regionali 2010: il card. Angelo Bagnasco contro i candidati pro aborto

Questa ultima settimana di campagna elettorale sembra essere dettata da un unico, e criticabile, comandamento: proponi al prossimo tuo qualcosa che con le elezioni regionali abbia poco a che fare.A mettere in pratica tale dogma, oltre Silvio Berlusconi (che si dice pronto a sconfiggere il cancro), anche gli esponenti del Vaticano ignari evidentemente che l’appuntamento

Questa ultima settimana di campagna elettorale sembra essere dettata da un unico, e criticabile, comandamento: proponi al prossimo tuo qualcosa che con le elezioni regionali abbia poco a che fare.

A mettere in pratica tale dogma, oltre Silvio Berlusconi (che si dice pronto a sconfiggere il cancro), anche gli esponenti del Vaticano ignari evidentemente che l’appuntamento elettorale è locale per tanto meno ideologico di quello nazionale.

Il card. Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha invitato gli elettori a votare i candidati che non difendano l’aborto su cui esiste una normativa nazionale valida per tutte le regioni.

Al di là del giudizio personale sulla pratica non è che uno o l’altro candidato potranno vietare, una volta eletti, l’aborto sul territorio da loro amministrati benché in alcune regioni sempre più medici facendo obiezione di coscienza si rifiutano di fare il proprio dovere.

Questo è un problema che non compete evidentemente il Vaticano sicché l’aborto viene vietato anche a donne non cattoliche.

Che nessun esponente politico faccia notare poi la propria incongruenza al card. Bagnasco è un altro paio di maniche. Prima di difendere il diritto alla vita bisognerebbe assicurarsi che tutte le persone abbiano un’esistenza dignitosa. I preti pedofili questo diritto lo ledono.