Cahuzac cede alle pressioni e dimissiona, non tornerà all’Assemblea Nazionale l’ex-ministro francese linciato per il suo conto all’estero

Niente ranghi dell’emiciclo per l’ex-ministro del budget che ha reso nota in un’intervista a BFMTV la sua volontà di rinunciare al mandato di deputato.

di sara

Glielo avevano chiesto un po’ tutti, sia alcune importanti cariche politiche francesi, che personaggi di minor potere, ma personalmente a lui più vicini. Ed ecco che Jérôme Cahuzac ha finalmente annunciato, durante un’intervista in diretta trasmessa dal canale televisivo BFMTV nel tardo pomeriggio di oggi (martedì 16 aprile 2013) e come oramai quasi tutti immaginavano e attendevano, le sue dimissioni dal ruolo di eletto nella regione Lot-et-Garonne. Un annuncio che interviene a due settimane dalla famosa confessione riguardante il suo conto in banca all’estero e costituisce la prima apparizione pubblica dopo il passaggio di consegne al successore Bernard Caneuve, avvenuto il 20 marzo scorso. Il politico è apparso grave ed ha utilizzato le seguenti parole:

Oggi, in tutta coscienza, considero che la gravità di questo errore non mi permette di restare parlamentare e quindi ho deciso di dimettermi da tale mandato…mi ci è voluto del tempo per prendere questa decisione ed ascoltare gli uni e gli altri.

Ciò non toglie che l’affaire Cahuzac, ha fornito una cartina al tornasole della situazione odierna della Francia, un paese stretto tra desiderio di purificazione e necessità di linciaggio mediatico, che sembra effettivamente avere un grosso problema con le carismatiche riuscite-lampo annaffiate di denaro facile. Cahuzac ha solcato gli scranni della politica ad un’età un po’ tardiva, ma il suo sospetto legame con le case farmaceutiche riemerge ad oscurare la sua carriera.
Ma gli ultimi giorni dell’ex-ministro abbandonato dal suo partito, disprezzato un po’ ovunque e sottoposto ad un accanimento mediatico eccezionale sono stati un supplizio umano difficilmente giustificabile. Scacciato anche dagli amici più stretti e costretto a spostarsi ogni due giorni per sfuggire ai giornalisti inferociti, Cahuzac avrebbe anche ammesso di aver trascorso qualche notte in macchina. Di sicuro Cahuzac ha le sue responsabilità, e niente e nessuno si azzarderebbe ad obiettare qualcosa riguardo al necessario procedimento giuridico a suo carico. Quello che colpisce pero’ è il linciaggio mediatico, non che i media francesi siano noti per la loro delicatezza in fatto di scandali, ma il trattamento riservato al reo confesso (ben oltre la presunzione d’innocenza alla quale ha dovuto rinunciare in extremis confidando ai giudici e agli elettori direttamente sul suo sito, la sua colpevolezza) trapassa ogni giustificazione informativa e sembra quasi richiamare la vendetta di una piazza esasperata ed affamata di sangue.

Photo by MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images.

Via | bfmtv.com/politique

Affaire Cahuzac, l’ex-ministro abbandonato anche dalla sua loggia massonica ritornerà in parlamento?


Ufficialmente non esiste nessun impedimento legale al ritorno del dimissionario Jérôme Cahuzac negli scranni dell’Assemblea Nazionale francese, ma in realtà lo scandalo che lo ha visto come protagonista, e “l’inviperimento” di molti deputati, richiederebbe una cauta rinuncia.
Un punto di vista sostenuto da numerosi membri del partito e anche da Claude Bartolone, presidente del PS al Parlamento, che ha afferma di aver tentato di convincere l’ex-ministro a rinunciare al ruolo di rappresentante della regione Lot-et-Garonne, che ha assunto in seguito alle elezioni del giugno 2012, ma che durante la nomina governativa, è stato ufficialmente ricoperto dal suo sostituto Jean-Claude Gouget. Secondo la legge Cahuzac, che potrebbe ritrovare automaticamente il suo posto, ha tempo fino al 19 aprile, ad un mese dalle dimissioni, per prendere la propria decisione. 
Nel frattempo, secondo Le Parisien, anche i compagni della loggia massonica del Grand Orient de France alla quale appartiene Cahuzac sembrano averlo abbandonato, come lascerebbero intuire le parole del Grand Maître José Gulino:

Secondo il regolamento l’appartenenza di ogni confratello sotto inchiesta viene sospesa. Naturalmente rispettiamo la presunzione d’innocenza, ma un’eventuale condanna comporterebbe di fatto la sua esclusione.

Photo by REMY GABALDA/AFP/Getty Images.

Via | leparisien.fr/politique

Marine Le Pen sapeva del conto all’estero di Cahuzac? Le Monde insinua e Le Pen denuncia una «manovra politica»


Spunta un ulteriore segreto sull’Affaire Cahuzac ed è un legame di famiglia e d’amicizia che rimonta fino a Marine Le Pen. Per comprendere i fatti bisogna risalire all’ex-moglie del politico francese al centro della tormenta Patricia Cahuzac, cugina della moglie dell’avvocato parigino Jean-Pierre Eymié. Il problema è che, sempre secondo Le Monde, questo principe del foro avrebbe fatto parte del GUD, un’associazione studentesca di estrema destra conosciuta per i suoi metodi poco ortodossi, insieme al suo associato Philippe Peninque, colui che ha aperto presso l’UBS nel 1992 l’ormai famoso conto all’estero di Cahuzac, oggi consigliere vicino a Marine Le Pen, che ha affermato a Parisien-Aujourd’hui di non essere a conoscenza fino allo scoppio dell’affaire, della mancata dichiarazione del conto in Francia.
Un giro che lascia immaginare che anche la presidentessa del Front National sapesse, anche se non esiste nessuna certezza in merito e ogni altra ipotesi non sostanziata da prove, a questo stato delle indagini, rileva della speculazione giornalistica. Dal canto suo la combattiva Marine, a sua volta avvocato, si difende gridando alla manovra con le seguenti parole:

Sono ben cosciente della manipolazione politica che c’è dietro, che mira a tentare di sporcare Marine Le Pen, le cui mani sono immacolate, a differenza di quelle degli altri. (…) Non ho evidentemente niente a che fare con questo affaire, non ho nessuna responsabilità, ho gli amici che desidero compreso nell’ambiente degli avvocati, qualcosa di normale dato il mio percorso.

E se il colpevole che si è flagellato pubblicamente solo ieri, rischia svariati anni di prigione e una bella pena pecuniaria, quel che è certo è che i cittadini de la République e soprattutto i “feroci media d’oltralpe”, non si accontenteranno delle briciole e spolperanno fino all’osso la vicenda, tirando fuori dall’armadio scheletri le cui tasche si preannunciano piuttosto pesanti. Anche perché l’interrogativo più grande resta la provenienza del denaro depositato negli ultimi due decenni su questo conto, e le ragioni del suo occultamento.

Photo by FRANCOIS NASCIMBENI/AFP/Getty Images.

Via | lemonde.fr/politique

Jérôme Cahuzac, l’ex-ministro francese ammette di avere un conto all’estero dopo 4 mesi di “spirale di bugie”


Jérôme Cahuzac era stato costretto a dimettersi qualche settimana fa, a causa dell’avanzamento delle indagini nei suoi confronti. Dopo quattro mesi di strenui dinieghi alla fine ha ceduto, ha ammesso di avere un conto all’estero e non sa più come cospargersi il capo di cenere. Cahuzac, ex-ministro incaricato del budget all’interno del Governo Hollande, ha infine scelto il suo blog per fare ammenda e scusarsi con i cittadini e con tutte le alte autorità alle quali ha “dichiarato il falso”, confessando dinanzi ai giudici d’istruzione Roger Le Loire e Renaud Van Ruymbeke, di esser titolare da una ventina d’anni di un conto in Svizzera (e probabilmente anche più recentemente transitato a Singapore nel quale sarebbero depositati ancora discrete somme, che lo stesso Cahuzac stima a circa 600.000 €), dando sostanza alle voci in proposito che si sono susseguite in maniera vertiginosa da dicembre in poi, avviando la procedura di verifica per riciclaggio. Un’ammissione che arriva direttamente da una lettera aperta in versione digitale che sembra aver causato un sovraccarico dovuto proprio ai curiosi desiderosi di avventurarsi nella parole della missiva ed è stato irraggiungibile per alcune ore nel pomeriggio di ieri.
Dal canto suo Hollande, che durante le prime fasi della vicenda non aveva esitato a difendere la presunzione d’innocenza di uno dei suoi “collaboratori-chiave”, ha cambiato completamente tono affermando che Cahuzac ha “commesso un imperdonabile errore morale(…) negando l’esistenza di tale conto dinanzi alle più alte autorità del paese”. Mentre stamani Harlem Désir, segretario generale del Partito Socialista francese, ha aggiunto che Cahuzac si sarebbe “escluso di fatto dal PS”.
Non male per colui che aveva dichiarato minacciosamente su twitter (il 4 dicembre 20012) che avrebbe perseguito in giustizia tutte le calunnie riguardanti l’affaire in questione.

Photo by MARTIN BUREAU/AFP/Getty Images.

Via | francetvinfo.fr