Intervista – polisblog incontra Giovanni Bachelet

Pochi giorni prima della sospensione di tutti i programmi televisivi politici della RAI era scoppiato un vero e proprio caso attorno alla trasmissione “A Sua Immagine”, contenitore religioso in onda il sabato pomeriggio su RaiUno.La puntata che doveva andare in onda per ricordare Vittorio Bachelet è stata all’ultimo momento cancellata sostenendo che il figlio Giovanni,



Pochi giorni prima della sospensione di tutti i programmi televisivi politici della RAI era scoppiato un vero e proprio caso attorno alla trasmissione “A Sua Immagine”, contenitore religioso in onda il sabato pomeriggio su RaiUno.

La puntata che doveva andare in onda per ricordare Vittorio Bachelet è stata all’ultimo momento cancellata sostenendo che il figlio Giovanni, in quanto deputato (del Pd), non poteva intervenire in trasmissioni di intrattenimento durante il periodo pre-elettorale.

Partendo da quanto successo abbiamo ragionato con l’esponente politico sul ruolo della memoria e sulla pubblica istruzione cui lui, prima di essere eletto, contribuiva come docente universitario.

Lei è stata la prima vittima della par condicio.

Non sono stato vittima: la settimana successiva la puntata è poi andata in onda.

La par condicio viene vista come fumo da Berlusconi e la sua compagine che si avvale di uno squilibrio televisivo di periodo molto antico, ma pur sempre squilibrio. Si possono criticare i suoi oppositori per non aver risolto questo problema quando c’era la possibilità di farlo, una quindicina di anni fa.

La par condicio che fu inventata sedici anni fa su spinta dell’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro è solo un rimedio piuttosto bizzarro ad una situazione di grave squilibrio, che non esiste in nessun paese del mondo.

Venendo al mio caso. Che mio padre fosse morto il 12 febbraio era noto da trent’anni. Che io fossi un parlamentare era noto da due anni. Che la compagna elettorale cominciasse un mese prima era noto da almeno sei mesi. Che ci fosse un’estensione di quindici giorni al periodo di par condicio era noto, seppur in data più recente.

Siccome la mia trasmissione era stata registrata dieci giorni prima della messa in onda, mi è parso che quanto successo sia stata una costruzione un po’ artificiosa per forzare l’opinione pubblica contro la par condicio.

Negli ultimi anni molti figli di persone vittime del terrorismo stanno recuperando le storie dei propri cari. Crede che si sia persa la memoria su certe vicende?

Sicuramente No. Mio padre a differenza di altri è stato ricordato da molti, per tanti anni, perché aveva una triplice cerchia di amici che lo ricordavano. Oltre agli studenti e i colleghi dell’università mio padre, presidente dell’Azione Cattolica negli anni del concilio, è ricordato anche dal mondo cattolico, e infine anche dal mondo della magistratura, per il quale ha fatto un servizio breve ma importante, tanto da costargli la vita.

C’è un momento in cui si passa dalla memoria alla storia. Ogni legittimazione politica del terrorismo è da tempo scomparsa. Non è piú necessaria, quindi, nemmeno la retorica nel senso positivo del termine. La nuova generazione che non ha vissuto quegli anni può ora mettere insieme diverse memorie individuali e provare attraverso un lavoro scientifico a costruire la storia di quegli anni. E’ quel che ha fatto per esempio un gruppo di studenti trentini con il progetto “Sedie vuote” al quale anch’io ho partecipato, citato e valorizzato dal Presidente Napolitano lo scorso 9 maggio.

Prima di essere eletto insegnava fisica, giusto?

Insegnavo finché non sono stato eletto. C’è una legge che mi congeda obbligatoriamente fino alla fine della legislatura.

Cosa pensa, come insegnante, della riforma Gelmini?

Intanto separerei la scuola dall’università perché sono due segmenti diversi dell’istruzione. In questi due settori c’è stato un diverso grado di intervento legislativo. Nel caso dell’università, fino ad ora, l’unico intervento legislativo è stato un potente taglio di fondi, figlio del decreto con il quale è stato tolto l’ICI alle case dei ricchi. Il disegno di riforma è invece ancora in discussione.

Sulla scuola l’intervento non è stato solo di tipo finanziario, ma anche qui tutte le riforme (elementari e ora superiori) hanno tratto origine da un altro provvedimento finanziario di Tremonti (legge 133/2008), che dava mandato al Governo di ridurre la spesa annuale per la scuola di 8 miliardi di euro in 3 anni.

Il cinque in condotta e altri argomenti mi paiono quindi diversivi mediatici per non parlare della sostanza dei cambiamenti, che è una riduzione della spesa pubblica sull’istruzione.

Cosa pensa dell’ineleggibilità di Roberto Formigoni o Vasco Errani?

Qualcosa di analogo succede anche in ambito universitario ai rettori. Per statuto non potrebbero conseguire più di due mandati, ma riescono ad essere riconfermati una o due volte in più modificando regole e statuti che mesi prima non avrebbero permesso tale rielezione. La cosa può non piacere, ma al momento temo sia legale.

Cosa si augura per il Pd?

Mi auguro che vinca tutte, o quasi tutte, le regioni in cui compete. Io penso che il Partito Democratico e il centrosinistra possano dare all’Italia un Governo migliore di quello proposto dal centrodestra. Spero che il Partito Democratico risalga rispetto alle europee e alle politiche.

Se il Partito Democratico fosse ora al Governo quali sono, secondo lei, i primi tre provvedimenti che dovrebbe attuare?

Oltre a restituire le risorse tolte alla scuola, interverrei sull’economia promuovendo la green economy e metterei mano all’informazione riportando l’Italia allo standard europeo.