Roma: Bernardino Budroni ucciso durante inseguimento della polizia sul GRA

Roma, non si ferma all’alt: polizia spara a Bernardino Budroni sul GRA dopo inseguimento

di remar


È morto durante un inseguimento della polizia Bernardino Budroni, 41 anni. Alla guida della sua auto all’alba di ieri non si era fermato all’alt degli agenti in via Quintilio Varo, zona Cinecittà, a Roma. È stato raggiunto da un proiettile esploso da un agente della Volante all’altezza dell’uscita Nomentana sul Grande raccordo anulare. Soccorso, Budroni è morto poco dopo all’ospedale Sandro Pertini.

Nella notte Budroni si era recato con la sua auto sotto casa dell’ex fidanzata. Un rapporto finito, non per lui però. Suona al citofono, la chiama al telefono, la insulta. Le urla le sente tutto il palazzo. La donna telefona al commissariato Romanina, racconta che quell’uomo la perseguita da una settimana.

«Voglio ammazzarti, mi ha detto, distruggerti la vita, sei solo una puttana. Stanotte è tornato sotto casa e ha ricominciato il solito inferno, si è attaccato al citofono urlando insulti, ha svegliato tutto il palazzo. È un alcolizzato e fa uso di droghe, ho paura, ha spaventato a morte anche mio figlio che ha appena tredici anni».

Budroni a un certo punto sembra essere andato via, poi torna e comincia daccapo. Dal Messaggero:

Per due ore la donna sta rintanata in casa abbracciata al figlio, mentre l’uomo spara in aria, sfonda i vetri del portone del palazzo, spacca la maniglia di legno con una mazzetta da muratore. Poi il silenzio, Budroni è andato via, la donna prende il figlio e va al commissariato Romanina, questa volta per denunciarlo. Mentre è con i poliziotti il suo telefonino riprende a suonare incessantemente, lei mette il viva voce a fa ascoltare agli agenti le minacce: «Puttana ti sventro, mi hai lasciato per un altro e devi morire».

L’uomo torna per la terza volta sotto casa dell’ex:

La donna chiude, le minacce arrivano via sms, poi arriva un’altra telefonata, è un vicino, le dice che il suo ex fidanzato sta sfondando la porta della sua abitazione. «Fatemi chiamare i miei genitori», dice la donna. I poliziotti scortano lei e il figlio, arrivano anche i carabinieri, lo stalker non c’è, la donna sale a casa con gli agenti, la madre e il ragazzino, il padre sta per prendere l’ascensore quando nell’atrio arriva Budroni. Il padre della sua ex fa appena in tempo a chiudere le porte dell’ascensore che l’uomo si scaglia contro la cabina e cerca di riaprire le porte con un punteruolo. I poliziotti irrompono nell’atrio, l’uomo scappa.

Poi l’inseguimento di mezz’ora. Budroni era già noto alle forze dell’ordine per resistenza a pubblico ufficiale. L’agente che gli ha sparato è indagato ma non sospeso dal servizio. I colpi sentiti dagli inquilini scrive Il Tempo sono stati esplosi da una pistola a salve trovata nell’auto dell’uomo. Sulla vicenda indagano ora i carabinieri della Compagnia Montesacro coordinati dal pm Orani.

Via | Il Messaggero

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