Antonio Di Pietro cita in giudizio Silvio Berlusconi per diffamazione

Qualcuno si è forse dimenticato che alla base di una democrazia c’è sempre il voto. Se Silvio Berlusconi oggi Presidente del Consiglio lo deve a quella parte di italiani che l’hanno scelto preferendolo ad altri candidati.La sua amministrazione, come sottolineato spesso non solo su polisblog.it, pur non distinguendosi per qualità è quello che gli italiani,


Qualcuno si è forse dimenticato che alla base di una democrazia c’è sempre il voto. Se Silvio Berlusconi oggi Presidente del Consiglio lo deve a quella parte di italiani che l’hanno scelto preferendolo ad altri candidati.

La sua amministrazione, come sottolineato spesso non solo su polisblog.it, pur non distinguendosi per qualità è quello che gli italiani, la maggior parte, ha scelto per il proprio paese. L’imbarbarimento del dibattito che attorno a lui si sta verificando oltre a non essere eticamente corretto non serve.

Se davvero si vuole che quello in corso sia il suo ultimo Governo che lo si dimostri con i fatti. Nella cabina elettorale. Fuori si può, e si deve, documentare l’operato di Silvio Berlusconi e dei suoi collaboratori.

Giorni fa qualcuno su questo blog commentando un post su Antonio Di Pietro sosteneva che il leader dell’Italia dei Valori non è stato messo nelle condizioni di realizzare il proprio programma.

Progetto che prevede, giusto per documentare l’operato di una e dell’altra parte politica, una presenza in aula del Presidente del Consiglio il prossimo 23 marzo per riconoscere che quanto dichiarato dal diretto interessato sulla laurea in giurisprudenza di Antonio Di Pietro (guadagnata grazie all’aiuto dei servizi segreti).

“Siccome – ha dichiarato Antonio Di Pietro – Berlusconi ha ripetuto le stesse offese anche a ‘Porta a Porta’, è stato rinviato a giudizio, sempre per diffamazione, anche dai magistrati di Bergamo oltre che a quelli di Viterbo”.

Certo che se il leader dell’Idv intende snellire la burocrazia italiana spalmandola in X procure del paese forse la soluzione sul processo breve proposta dalla maggioranza potrebbe rivelarsi essere migliore di quanto fino ad oggi ipotizzato.