Omicidio Carmela Rea, il pm: “Salvatore Parolisi è un uomo estremamente pericoloso, Melania si fidava del suo assassino”

Il pm Umberto Monti, nelle oltre 1000 pagine di richiesta di custodia cautelare per Salvatore Parolisi, ha definito l’uomo “estremamente pericoloso”. E’ accusato dell’omicidio della moglie Carmela Rea


Salvatore Parolisi è “estremamente pericoloso” ed è per questo motivo che la Procura di Ascoli Piceno ne ha chiesto l’arresto cautelare. Non per l’inquinamento delle prove, né per il pericolo di fuga. Parolisi, che per l’accusa ha ucciso la moglie Carmela Melania Rea, potrebbe uccidere ancora.

La decisione, ne parlavamo giorni fa, spetta al gip Carlo Calvaresi, che in queste ore sta valutando se accogliere o meno la richiesta di custodia cautelare presentata dal pm Umberto Monti, secondo il quale Melania “conosceva chi l’ha uccisa, si fidava totalmente della persona con la quale si trovava in quel momento nel boschetto di Ripe“.

E mentre il gip sta esaminando le oltre mille pagine (tra queste c’è anche la perizia del medico legale Adriano Tagliabracci), i difensori dell’uomo continuano a ribadire l’innocenza del loro assistito.

La presenza di ferite post mortem sul corpo di Melania è uno dei punti di forza della difesa. È chiaro che secondo le tesi dei periti qualcuno è ritornato da un’ora dopo e fino a un tempo considerevolmente posteriore alla morte di Melania, ovvero anche poco prima del ritrovamento del cadavere, sul luogo del delitto per infliggere delle ferite. Dalle 15.30 del 18 aprile Salvatore Parolisi è stato però sotto gli occhi di tutta Italia, intercettato, seguito, accompagnato. Come avrebbe potuto muoversi senza essere visto? Tant’è che allora arriva l’ipotesi assurda che abbia un complice. È ovvio che chi ha inferto quelle ferite è l’assassino e proprio quelle ferite dimostrano l’innocenza di Salvatore.

Quanto al sospetto che ad uccidere Melania sia stata una donna, Walter Biscotti ribadisce:

Ad ammazzare Melania una donna lo provano le tracce di Dna sotto l’unghia dell’anulare sinistro.

Il medico legale, però, la vede in maniera diversa. E’ vero che sono state ritrovate tracce di DNA femminile sotto l’unghia di Melania, ma è altrettanto vero che la quantità era minima. Si legge su La Stampa:

Il professor Tagliabracci ha, invece, scritto che si tratta di una «traccia lieve, da semplice contaminazione e comunque la vittima non si è difesa: le unghie sono perfettamente integre». «Il Dna femminile è irrisorio, infatti occupa solo una riga e mezzo su 88 pagine della perizia» ribadisce il legale della famiglia Rea, Mauro Gionni. E comunque, considerato che Melania aveva le unghie ricostruite, il rischio di rottura in caso di collusione era ancora più elevato.

Ora la parola spetta al gip Carlo Calvaresi, come già detto in apertura. Nel frattempo Salvatore Parolisi, che per ora resta indagato per omicidio volontario, dovrebbe rientrare ad Ascoli in giornata.

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