Caso marò: Casapound vuole dichiarare guerra all’India

Il movimento di estrema destra propone misure estreme

di guido

Si da quando è scoppiato, 13 mesi fa, il caso dei due marò arrestati in India ha agitato parecchio il mondo dell’estrema destra, intento a difendere le forze armate italiane e l’onor patrio. Anche a costo di misure estreme, come quelle proposte da CasaPound Italia. Già tempo fa si erano contraddistinti per un manifesto quantomeno macabro sul ritorno a casa dei due fucilieri.

Il movimento, ora partito, neofascista ha annunciato una manifestazione per il 2 aprile davanti a Montecitorio, con cui intende “chiedere con forza” alcune semplici cose al governo e al Parlamento:

– Dimissioni di Mario Monti da senatore a vita
– Chiusura dell’ambasciata italiana in India
– Chiusura dell’ambasciata indiana in Italia e divieto per l’ambasciatore indiano di lasciare l’Italia fino al ritorno dei nostri soldati
– Ritiro immediato delle nostre truppe da tutti gli scenari internazionali come ritorsione per la mancata tutela degli interessi italiani da parte di ONU, NATO e Unione Europea

Ma non finisce qui, in un escalation di richieste tra l’illegale e l’impossibile, CasaPound chiede anche:

– Manovre militari nelle acque internazionali a largo del Kerala
– Preparazione di una opzione di intervento militare in India a seguito di una qualsiasi condanna dei nostri soldati

Bisogna ammettere che nel linguaggio i casapoundini mantengono una certa prudenza (“preparazione di una opzione di intervento”), ma nella sostanza vogliono spezzare le reni all’India. Insomma, perché non dichiarare guerra a una delle potenze mondiali, che oltretutto ha anche la bomba atomica?