TG1: Il fanta-editoriale di Minzolini su decreto salva-liste e respingimenti Tar

Ci si abitua a tutto: anche agli editoriali di Minzolini. Dopo qualche mese è diventato ormai un rituale prevedibile: ad avvenimento scottante e potenzialmente dannoso per il Berlusconi IV segue messaggio del direttore del Tg1, su posizioni alquanto filogovernative. Succederà, siamo pronti a scommetterci, anche per l’attuale tempesta politica su decreto salva-liste e respingimenti del


Ci si abitua a tutto: anche agli editoriali di Minzolini. Dopo qualche mese è diventato ormai un rituale prevedibile: ad avvenimento scottante e potenzialmente dannoso per il Berlusconi IV segue messaggio del direttore del Tg1, su posizioni alquanto filogovernative.

Succederà, siamo pronti a scommetterci, anche per l’attuale tempesta politica su decreto salva-liste e respingimenti del Tar vari: per questo abbiamo deciso di provare a scrivere noi una bozza del prossimo editoriale minzoliniano. La trovate qua sotto e dopo il salto.

“In questi giorni alcuni procuratori di Roma e di Milano si sono attribuiti il potere di decidere al posto dei cittadini italiani quali liste essi troveranno sulle schede per le imminenti elezioni regionali. Una mossa sorprendente e senza precedenti per magistrati che dovrebbero avere a cuore quei valori della democrazia che sono alla base della nostra vita civile”

“In questo contesto, è legittimo sospettare che lo scopo di questi funzionari dello Stato sia quello improprio di alterare le regole del gioco, a vantaggio di una parte politica sola. Si fa molto parlare in questi giorni di Costituzione, proprio da parte di esponenti di quel Centrosinistra che non dovrebbe gioire alla prospettiva di un’antidemocratica vittoria a tavolino. Eppure i nostri padri costituenti, cioè i vari De Gasperi e Togliatti, non intendevano certo dare al paese un futuro fatto di elezioni a partito unico. Al contrario, consideravano necessario garantire quella libertà di scelta tipica dei paesi del blocco occidentale – che era invece negata a quanti avevano la sfortuna di trovarsi al di là della cortina di ferro.
C’è una grande mancanza di buon senso nelle decisioni degli azzeccagarbugli dei tribunali amministrativi di Roma e Milano: come si può infatti mettere sullo stesso piano i formalismi un po’ barocchi della ipertrofica legislazione italiana – che i cittadini conoscono fin troppo bene – e il diritto del popolo di votare liberamente per quello che è di gran lunga il più grande partito del nostro paese?
È arrivato il momento di risolvere questa vicenda senza false ipocrisie. Basti pensare al fatto che, negli anni ’90, il presidente Scalfaro intervenne in maniera ben più decisa per riammettere le liste di centrosinistra dei radicali, che non avevano presentato le firme regolari.
Per questo appaiono assurde le offese rivolte in questi giorni da questa stessa parte politica al Capo dello Stato, che ha avuto l’unica colpa di affrontare la situazione per quello che è: un problema politico che richiede una soluzione politica urgente”

Non vi è piaciuto il nostro fanta-editoriale? Vi sembra improbabile? Approfittate dello spazio per proporci la vostra versione!

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