‘Ndrangheta, processo Fehida: 8 ergastoli per la faida tra le cosche di San Luca

Processo Fehida: otte le condanne all’ergastolo per la faida tra le cosche di San Luca. Condannati, tra gli altri, Giovanni Strangio, Gianluca Nirta, Giuseppe Nirta, Francesco Nirta e Sebastiano Romeo


Con la sentenza emessa oggi dalla Corte d’assise di Locri è stato messo un punto fermo sulla faida di San Luca. Sono state accolte le nostre motivazioni; le prove e gli elementi che abbiamo raccolto hanno retto durante la fase dibattimentale. Non è stato un processo semplice ma siamo riusciti a fare piena luce su quanto è accaduto. Con la nostra indagine si è acclarato che la ‘ndrangheta è presente in modo forte in Europa ed anche nel resto del mondo. Le cosche sono capaci di gestire potere, anche quello economico. Ma tutto questo, per noi, non era una novità.

Queste le parole pronunciate dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, subito dopo la lettura del dispositivo di sentenza per il processo Fehida, di cui ci siamo occupati anche questa mattina.

Otto le condanne all’ergastolo per tre diversi agguati: la strage di Duisburg del 15 agosto 2007 in cui persero la vita sei persone, l’omicidio di Maria Strangio, uccisa il 25 dicembre 2006, e quello di Bruno Pizzata, freddato nel gennaio 2007.

Gli otto ergastolani sono: Giovanni Strangio per la strage di Duisburg; Gianluca Nirta, Giuseppe Nirta, Francesco Nirta e Sebastiano Romeo per l’omicidio di Bruno Pizzata; Francesco Pelle, Francesco Vottari e Sebastiano Vottari per l’omicidio di Maria Strangio.

Queste, invece, le condanne minori (tra parentesi la richiesta che era stata fatta dal procuratore): 9 anni ad Antonio Carabetta (18) e a Sonia Carabetta (18), 12 anni ad Antonio Pelle (18).

Tre gli assolti: Sebastiano Strangio (per il quale era stato chiesto l’ergastolo), Luca Liotino (erano stati chiesti 15 anni) e Antonio Rechichi (era stata chiesta l’assoluzione).

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