Ore 12 – Crolla il Pdl (- 3 punti!). Berlusconi, è l’ora del miracolo …

Adesso nel Pdl si cerca di arginare il danno. Danno enorme: oltre alla faccia, già persa, una valanga di voti in libera uscita perché “è passata l’idea – parole del Premier – che noi che siamo al governo, non sappiamo neppure presentare delle liste”. Berlusconi grida ai suoi la debacle degli ultimi sondaggi dopo il

Adesso nel Pdl si cerca di arginare il danno.

Danno enorme: oltre alla faccia, già persa, una valanga di voti in libera uscita perché “è passata l’idea – parole del Premier – che noi che siamo al governo, non sappiamo neppure presentare delle liste”. Berlusconi grida ai suoi la debacle degli ultimi sondaggi dopo il caos-liste: 3 punti in meno! Dal 40,8% al 37,9.

Un ko annunciato. Peggio ancora, con la frana che, senza freni, può travolgere tutto e tutti: il Pdl, l’alleanza, il governo. Cioè il colpo “finale” per Berlusconi.

Quel che è accaduto non è solo la conseguenza di inefficienze e disorganizzazione, bensì l’iceberg di nodi politici irrisolti. Il partito del “predellino”, voluto, costruito e gestito a misura di un uomo solo al comando è un “bluff”. A tutti i livelli, nel Pdl, c’è l’assalto alla “greppia”, una lotta per il potere senza confini.

Il centro destra vive la stessa sindrome dell’Ulivo del 1997, quando ognuno cercava la propria “visibilità”, faceva lo sgambetto al compagno/amico di partito e al proprio alleato di cordata.

Davano il Cavaliere per definitivamente spacciato e ogni partito del centro sinistra e ogni capo e capetto di quella coalizione pensava al proprio futuro radioso, liberati finalmente e definitivamente di Berlusconi. Si sa come finì, con la devastante sconfitta di Prodi, dell’Ulivo e del centro sinistra, di cui tutt’ora pagano le conseguenze.

La stessa cosa, a ruoli invertiti, accade oggi. Al Pdl serve una sterzata. O meglio, un miracolo. Forse, dati i tempi, impossibile. Anche per l'”Unto del Signore”.