Operazione Bocca di rosa: arrestato Rosario Fiarè, presunto boss San Gregorio d’Ippona

Lamezia Terme: Rosario Fiarè, Francesco Pannace, Saverio Ferrise in manette: violenza sessuale, induzione alla prostituzione le accuse

di remar


Rosario Fiarè, presunto boss dell’omonimo clan di San Gregorio d’Ippona (Vibo Valentia) è stato arrestato a Lamezia Terme (Catanzaro) con l’accusa di violenza sessuale e induzione alla prostituzione.

L’uomo, di 63 anni, è finito in manette con altre due persone, Francesco Pannace, 24 anni, e Saverio Ferrise, 69. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri in base a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Lamezia Terme su richiesta della Procura della Repubblica.

Secondo gli inquirenti Ferrise dietro compenso avrebbe procurato a Fiarè e Pannace giovani donne attirate a San Gregorio d’Ippona con la promessa di un lavoro: badanti o fornaie, veniva detto loro.

Dalle indagini è invece emerso – scrive Il Quotidiano della Calabria – che una volta davanti a Fiarè le donne – di nazionalità italiana, bulgara e magrebina – sarebbero state costrette a rapporti sessuali.

Tra loro anche una ragazza di Lamezia Terme che sarebbe stata violentata da Fiarè e Pannace e poi obbligata ad avere un rapporto completo da quest’ultimo. Già coinvolto nell’operazione antimafia Rima del 2003, Rosario Fiarè è considerato dagli inquirenti ai vertici dell’omonimo clan vicino alla cosca Mancuso di Limbadi.

A giugno dell’anno scorso Fiarè era finito agli arresti domiciliari perché trovato alla guida di un’auto nonostante gli fosse stato vietato come sanzione accessoria alla sorveglianza speciale cui era sottoposto. Tre mesi dopo il Tribunale di Vibo Valentia aveva disposto la confisca di beni mobili e immobili a lui riconducibili per quasi 500.000 euro.

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