Omicidio Sarah Scazzi: tutte le accuse contestate ai 15 indagati. Udienza preliminare entro il 15 ottobre per evitare scarcerazione di Sabrina

Ecco tutti i dettagli sulle accuse contestate alle 15 persone indagate per il delitto di Sarah Scazzi. L’udienza preliminare dovrebbe tenersi entro il 15 ottobre prossimo.


Ne parlavamo ieri: le indagini sul delitto di Sarah Scazzi sono state chiuse e quindici persone sono state iscritte a vario titolo nel registro degli indagati.

Vediamo ora insieme quali sono le accuse contestate ai quindici dal procuratore aggiunto Pietro Argentino e dal sostituto Mariano Buccoliero.

A Sabrina Misseri e alla madre Cosima Serrano, in carcere rispettivamente dal 15 ottobre 2010 e dal 26 maggio scorso, sono contestati il concorso nel sequestro di persona, nell’omicidio, nella soppressione di cadavere e nel furto aggravato (si impossessarono del telefono cellulare di Sarah).

Cosima Serrano
Sabrina Misseri
Michele Misseri

Sabrina è anche accusata di calunnia nei confronti della badante rumena della famiglia Scazzi, Maria Ecaterina Pantir, da lei accusata nell’interrogatorio dell’8 settembre 2010.

Michele Misseri, padre di Sabrina e marito di Cosima, deve rispondere all’accusa di concorso in soppressione di cadavere, furto aggravato e danneggiamento (fu lui a distruggere gli abiti e lo zainetto della nipote).

Per la soppressione del cadavere risultano indagati anche Carmine Misseri e Cosimo Cosma, rispettivamente fratello e nipote di Michele. Per la Procura furono Sabrina e Cosima ad ordinare a Michele di caricare in auto il corpo di Sarah e di liberarsene. Lui, sempre secondo gli inquirenti, si fece aiutare dai due parenti.

Indagati per tentato favoreggiamento sono gli avvocati Vito Russo e Gianluca Mongelli che, in concorso con Valentina Misseri (non punibile in quanto avrebbe agito per favorire suoi parenti) avrebbe cercato di favorire Sabrina Misseri, difesa all’epoca dei fatti da Vito Russo e da sua moglie Emilia Velletri, portando a Carmine Misseri, fratello di Michele, il testo di un telegramma da inviare in carcere a Michele per invitarlo a nominare quale suo difensore di fiducia, per far decadere l’avvocato d’ufficio, giacché tanto era necessario per «aiutare Michele e anche per aiutare Sabrina». Il telegramma fu in effetti inviato ma il tentativo fallì perché Michele Misseri non effettuò la nomina che gli era stata suggerita.

Vito Russo risulta indagato anche per subornazione di testi (avrebbe cercato di indurre Ivano Russo a dichiarare che anche Mariangela Spagnoletti aveva una cotta per lui) e favoreggiamento (avrebbe cercato di gettare discredito nei confronti della Spagnoletti, che aveva testimoniato contro Sabrina).

Il legale è indagato anche, in concorso con la moglie Emilia Velletri, per soppressione di atti veri (avrebbe strappato il verbale e cancellato il relativo audio di alcune dichiarazioni rilasciate da Ivano Russo il 31 ottobre del 2010).


Carmine Misseri e Cosimo Cosma
Il legale Vito Russo

L’avvocato Francesco De Cristofaro, difensore di Michele Misseri, deve rispondere all’accusa di infedele patrocinio (avrebbe arrecato nocumento agli interessi della parte da lui difesa facendo pervenire lo scorso 9 febbraio alla Procura una lettera con la quale Misseri tornava ad accusarsi dell’omicidio).

Non solo. De Cristofaro avrebbe anche consigliato a Michele Misseri di confermare di aver abusato del cadavere di Sarah Scazzi per poter essere più credibile. Infine, come conferma La Gazzetta Del Mezzogiorno, nell’elenco degli indagati c’è anche il fioraio di Avetrana Giovanni Buccolieri:

indagato per false dichiarazioni al pubblico ministero, e cinque tra suoi parenti (la suocera Cosima Prudenzano, la cognata Anna Scredo, il cognato Antonio Colazzo) e conoscenti (Giuseppe Nigro e Michele Galasso) che avrebbero avallato la tesi del sogno riguardo a quanto visto da Buccolieri il pomeriggio del 26 agosto: Sarah che viene costretta a salire sull’auto di Cosima.

Ora, come vi abbiamo anticipato ieri, i quindici indagati avranno a disposizione 20 giorni di tempo per “esaminare tutti gli atti dell’indagine, prendere visione e estrarre copia degli stessi, presentare memorie, produrre documenti, depositare indagini difensive, rilasciare dichiarazioni spontanee o chiedere al pubblico ministero di essere sottoposto a interrogatorio“.

Trascorso questo periodo il procuratore aggiunto Pietro Argentino e al sostituto Mariano Buccoliero potranno tirare le somme e chiedere o meno il rinvio a giudizio.

L’udienza preliminare dovrebbe tenersi entro il prossimo 15 ottobre. In quella data, infatti, scadranno i termini di custodia cautelare per Sabrina Misseri e, se l’udienza preliminare non si sarà conclusa, la 23enne potrebbe essere rimessa in libertà.

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