Omicidio Sarah Scazzi, chiuse le indagini: quindi persone indagate, “furono Cosima e Sabrina ad uccidere”

Quindici persone risultano indagate a vario titolo nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Sarah Scazzi. Oggi si sono concluse le indagini, il processo potrebbe iniziare in autunno


Le indagini sull’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto scorso, si sono ufficialmente concluse. Lo hanno stabilito oggi il procuratore aggiunto di Taranto, Pietro Argentino, e il sostituto procuratore Mariano Buccoliero, che hanno iscritto nel registro degli indagati ben quindici persone per reati che vanno dal concorso in omicidio alla soppressione di cadavere, dal sequestro di persona alle false dichiarazioni al Pm, passando per la soppressione di documenti, l’infedele patrocinio e l’intralcio alla giustizia.

Questi i nomi degli indagati, così come pubblicati da La Gazzetta Del Mezzogiorno:

Michele Antonio Misseri, del 57 anni, zio di Sarah; la moglie Cosima Serrano, di 56 anni e la figlia Sabrina Misseri, di 23 anni, entrambe detenute; Carmine Misseri, di 55 anni, fratello di Michele; Cosimo Cosma, di 34 anni, nipote di Michele Misseri; gli avvocati Gianluca Mongelli, di 38 anni, Vito Russo, di 38 anni, Emilia Velletri, di 41 anni, moglie di Russo (questi ultimi due ex difensori di Sabrina Misseri) e Francesco De Cristofaro, di 45 anni, attuale difensore di Michele Misseri; Giovanni Buccolieri, di 40 anni, il fioraio che ha prima detto di aver visto Cosima costringere Sarah a salire in auto, ritrattando poi tutto; i cognati di Buccolieri, Anna Scredo, di 39 anni e il marito Antonio Colazzo, anche lui 39enne; la suocera di Buccolieri, Cosima Prudenzano, di 50 anni; Giuseppe Nigro e Michele Galasso, entrambi di 37 anni, il primo parente e il secondo amico del fioraio.


Per la Procura di Taranto furono Cosima e Sabrina, entrambe detenute, ad uccidere Sarah: “la privarono della libertà personale, costringendola dopo averla strattonata ed afferrata per i capelli, e comunque con tono minaccioso, a salire sull’autovettura della Serrano, conducendola verso la loro abitazione contro la volontà della minore, di cui cagionavano la morte a mezzo di una cinghia“.

Michele Misseri, come già emerso nel corso delle scorse settimane, entrò in gioco successivamente per nascondere il cadavere e liberarsi degli effetti personali della nipotina. E’ iscritto nel registro degli indagati, infatti, soltanto per queste ultime due accuse, niente omicidio.

A questo punto gli indagati hanno 20 giorni di tempo per chiedere un nuovo interrogatorio e depositare memorie difensive o altre indagini. Poi la Procura della Repubblica farà scattare le richieste di archiviazione o di rinvio a giudizio al giudice per le udienze preliminari.

Non è escluso che la prima udienza possa tenersi già a settembre, subito dopo le vacanze estive.

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