Elezioni regionali 2010: dopo le liste, il caos. In Lombardia bocciata la Lista Formigoni. Altra sconfitta a tavolino?

Probabilmente neppure l’osservatore politico più attento ed esperto si sarebbe aspettato l’esplosione di un tale caos subito dopo lo scoccare dell’Ora X, quelle ore 12 del 27 febbraio 2010 entro cui dovevano essere depositate nei Tribunali le liste dei candidati alle elezioni regionali corredate di firme e documenti previsti.Dopo il disastro politico e di immagine

Probabilmente neppure l’osservatore politico più attento ed esperto si sarebbe aspettato l’esplosione di un tale caos subito dopo lo scoccare dell’Ora X, quelle ore 12 del 27 febbraio 2010 entro cui dovevano essere depositate nei Tribunali le liste dei candidati alle elezioni regionali corredate di firme e documenti previsti.

Dopo il disastro politico e di immagine provocato a Roma dalla faida interna al Popolo della libertà (con i conseguenti appelli pseudo-insurrezionali della Polverini, che forse non ha letto i titoli del Giornale), ora tocca alla Lombardia. Qui, su istanza dei Radicali, la Corte d’Appello ha escluso la Lista Formigoni, che non potrà partecipare alle elezioni a causa di 514 firme non valide tra quelle depositate. L’Ansa ci spiega che in base agli esposti presentati dalla ‘Lista Marco Pannella’, la Corte d’Appello “ha riscontrato che le doglianze risultano fondate con riferimento alle voci indicate nel relativo esposto: mancanza del timbro tondo sui moduli (136), mancanza data dell’autentica (121), mancanza luogo della autentica (229) e mancanza qualifica autenticante (28) per un totale di sottoscrizioni invalide di 514.

La lista Per la Lombardia di Roberto Formigoni, salvo ripensamenti e ricorsi dell’ultimo minuto, non potrà quindi concorrere per occupare posti al Pirellone. Resta ora da capire quali saranno le conseguenze pratiche (oltre a quelle più evidenti…) di questa esclusione… Vi terremo informati!

Aggiornamento: Stando a quanto sostiene Marco Cappato dei Radicali, la situazione in Lombardia è ancora più drammatica (per il Pdl) di quanto non lo sia a Roma. A Milano infatti non viene bocciata UNA delle liste di supporto al presidente Formigoni, ma viene esclusa la lista stessa di Formigoni, quella del sistema maggioritario a cui le liste proporzionali dei singoli partiti si apparentano. Se questa lettura è giusta, il Popolo della libertà in Lombardia non ha più un candidato e con lui cadono anche tutte le liste proporzionali. Una disfatta di dimensioni storiche.

Ultime notizie su Elezioni regionali

Tutto su Elezioni regionali →