Desenzano sul Garda, omicidio al ristorante: convalidato l’arresto di Gioacchino Farruggio

Convalidato l’arresto del ristoratore Gioacchino Farruggio, reo confesso del delitto del 19enne El Kaalouli Imad, ucciso lunedì davanti al ristorante gestito dall’uomo a Desenzano sul Garda


Gioacchino Farruggio resta in carcere. Il ristoratore 46enne, arrestato con l’accusa di aver ucciso, lunedì scorso, il cameriere 19enne El Kaalouli Imad, ha fornito ieri una piena confessione davanti al giudice che ne ha convalidato l’arresto, rispondendo lucidamente a tutte le domande che gli sono state poste.

Ha spiegato di aver aver perso la testa dopo che il 19enne, che per alcuni mesi aveva lavorato per lui come lavapiatti, ha stracciato l’assegno di 1200 euro che Farrugio gli aveva dato per porre fine al rapporto di lavoro:

Era un periodo in stress intenso, ero molto teso e preoccupato. Aveva avuto in più di un’occasione un atteggiamento arrogante, ma avevo perso la pazienza quando si era permesso di urlare contro mia moglie. Se non avessi comprato quella maledetta pistola non sarebbe successo nulla, invece ho distrutto due famiglie, la mia e quella di quel povero giovane.


Farrugio, accusato di omicidio aggravato dai futili motivi, ha chiarito anche la dinamica del delitto, come conferma BresciaOggi:

Il ristoratore ha spiegato al giudice che da qualche tempo stava esagerando anche con gli alcolici. La situazione era stata aggravata dai problemi che erano sorti con il lavapiatti, che aveva lavorato nel ristorante per alcuni mesi. La giovane vittima non era riuscita a instaurare un buon rapporto con i datori di lavoro. La mancanza di rispetto aveva spinto Farruggio a chiedere al lavapiatti di andarsene. Il giovane marocchino pare che avesse acconsentito a lasciare l’occupazione, ma al primo appuntamento fissato per risolvere le questioni economiche non si sarebbe presentato. Il 46enne aveva quindi fissato un nuovo appuntamento per lunedì nel ristorante gestito dal figlio, alla presenza di una consulente del lavoro per risolvere la questione. «Avevo già preparato l’assegno da 1.200 euro destinato all’ex dipendente ma lui l’ha preso e lo ha stracciato». Un gesto che ha acceso il fuoco che già stava covando nell’animo del ristoratore. Il 46enne è entrato nel ristorante e ha preso la pistola che aveva comprato due anni fa per proteggere se stesso e i familiari da eventuali balordi. Con la pistola, una semiautomatica 7,65 con matricola limata, Farruggio è uscito dal ristorante raggiungendo il marocchino e la consulente del lavoro.

Il 19enne è stato raggiunto da 4 o 5 colpi al torace e alla schiena ed è morto sul colpo. Ferite giudicate non gravi, invece, per la consulente del lavoro.

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