Di nuovo sulle scuse di Sarkozy ai francesi

Lo “straniero” è per i sociologi quella figura che è in grado di mettere in questione il senso comune di un gruppo di persone, di rendere problematico quello che è dato per scontato. Per questo dare un occhio alla politica interna dei paesi stranieri può portare a guardare con uno sguardo diverso e nuovo anche

Lo “straniero” è per i sociologi quella figura che è in grado di mettere in questione il senso comune di un gruppo di persone, di rendere problematico quello che è dato per scontato. Per questo dare un occhio alla politica interna dei paesi stranieri può portare a guardare con uno sguardo diverso e nuovo anche quella del nostro paese.

Vi proponiamo perciò i risultati di un esperimento di “straniamento”: abbiamo visto l’intervista che lo scorso 24 aprile Nicolas Sarkozy ha concesso alla televisione francese, provando a chiederci cosa sarebbe successo se al suo posto ci fosse stato il leader del centrodestra nostrano, e premier in pectore, Silvio Berlusconi.

Ne abbiamo ricavato un elenco che trovate dopo il salto.

· “Se non ci prova la Francia, chi ci proverà?” (parlando della necessità di convincere la Cina a cambiare atteggiamento verso il Tibet)
· “Devo occuparmi di questo problema come Presidente della Repubblica, non sono mica consigliere comunale a Parigi!” (Berlusconi è da tempo consigliere comunale a Milano)
· “E’ fuori questione che si faccia una sanatoria sugli immigrati, perché porterebbe alla catastrofe, e farebbe il gioco dei trafficanti di uomini”
· “La Francia è costruita sul meticciato, sulla mescolanza, sull’incontro di stranieri”
· “Abbiamo chiuso, ed è tanto di guadagnato, con l’estrema destra e con la strumentalizzazione che essa ha fatto della miseria degli immigrati”
· “La cittadinanza è obbedire a delle regole e il Presidente della Repubblica non deve essere esonerato dalle sue leggi”

Ciò che colpisce di più, però, non sono le differenze tra i due presidenti. Sono i giornalisti francesi, capaci – al contrario di quelli italiani – di insistere e di interrompere Monsieur le President, quando quest’ultimo cercava di non rispondere alle domande. Un (salutare) effetto di “straniamento” anche questo.

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