Elezioni regionali 2010, Lazio: una “banda di incapaci” o un complotto dietro l’esclusione delle liste Pdl a Roma?

Col passare delle ore la vicenda dell’esclusione della lista del Pdl nella circoscrizione provinciale di Roma (per le elezioni regionali del 28 marzo prossimo) continua ad ingarbugliarsi, sommando lo stupore di chi pensa “non possono essere stati così idioti da perdere a tavolino il Lazio dopo lo scandalo che ha tramortito Marrazzo” alla fiducia che


Col passare delle ore la vicenda dell’esclusione della lista del Pdl nella circoscrizione provinciale di Roma (per le elezioni regionali del 28 marzo prossimo) continua ad ingarbugliarsi, sommando lo stupore di chi pensa “non possono essere stati così idioti da perdere a tavolino il Lazio dopo lo scandalo che ha tramortito Marrazzo” alla fiducia che altri ripongono nell’italica abilità di rinviare ogni scadenza ed evitare ogni sanzione. Dopo che il Tribunale di Roma ha respinto l’istanza presentata dal Pdl per l’accoglimento della lista provinciale di Roma, ora Renata Polverini punta sul Presidente della Repubblica: Non credo che al Pdl, il maggior partito del Lazio e di Roma, possa essere impedito l’accesso alla competizione elettorale. La burocrazia non uccida la democrazia.

Da questa espressione infelice e oltraggiosa per il sistema democratico italiano emerge tutto il disprezzo per ogni tipo di regola, che taluni non si preoccupano di manifestare. Se le regole vengono declassate a burocrazia, la democrazia cessa semplicemente di esistere, dato che anche una falsa attestazione di residenza all’estero (tanto per dire…) potrebbe essere una semplice “cavillo burocratico”. Oppure un qualsiasi elettore potrebbe presentarsi ai seggi un’ora prima dell’apertura o due ore dopo la chiusura pretendendo di votare affinché la burocrazia non uccida la democrazia.

Pura follia insomma. Nel frattempo …
il ministro Gianfranco Rotondi esprime un punto di vista meno indulgente su quanto accaduto: I maestri del Pdl hanno fatto perdere la Polverini a tavolino. Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci. Nemmeno la campagna elettorale mi induce a misericordia.

E ai retroscena di Polverini e polveroni dedica la sua homepage Dagospia, lanciando una tesi dietrologica e suggestiva: Silvio Berlusconi e i suoi Promotori della libertà del Lazio avrebbero volutamente fatto saltare la lista provinciale di Roma, e con essa ogni speranza che Renata Polverini possa vincere. Tutto ciò allo scopo di colpire la Polverini stessa ma soprattutto i finiani e gli ex An che nel Lazio godono di un certo seguito. Sul Messaggero trovate le Tre teorie del complotto, voi quale preferite?

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