Napoli: indagato capo Squadra mobile Vittorio Pisani. L’accusa è favoreggiamento

Vittorio Pisani capo della squadra mobile di Napoli è indagato per favoreggiamento: l’inchiesta riguarda presunti affiliati al clan Russo


Vittorio Pisani, capo della Squadra Mobile di Napoli, è indagato per l’accusa di favoreggiamento nei confronti dei titolari di un ristorante nell’ambito di un’inchiesta della Dia nei confronti di presunti affiliati al clan Lo Russo.

Scrive Il Mattino:

Tra le società di ristorazione sequestrate nell’ ambito dell’operazione contro il clan Russo per riciclaggio e usura c’è anche la «Regina Margherita», che ha tra i propri soci il calciatore Fabio Cannavaro e che gestisce alcuni locali, uno dei quali in via Partenope.

Il calciatore non è indagato. Questa mattina carabinieri e Guardia di Finanza hanno sequestrato beni per 100 milioni di euro e arrestato alcune persone ritenute legate al clan Lo Russo, “i capitoni” di Miano. Le misure sono state firmate dal Gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea.

Le indagini riguardano una ingentissima attività di riciclaggio e di usura ed il reinvestimento di capitali illeciti in catene di ristoranti, pub e bar dislocati prevalentemente sul lungomare napoletano, con filiali a Caserta, Bologna, Genova, Torino e Varese.



Conferma la fiducia in Pisani il capo della Polizia, Antonio Manganelli: “Confermo stima e fiducia nel dottor Vittorio Pisani, che destinerò ad altro incarico per corrispondere alle determinazioni dell’autorità giudiziaria, nella quale ripongo altrettanta fiducia”.

Si legge sul Corriere del Mezzogiorno a proposito dell’inchiesta:

Secondo quanto emerso dalle indagini della Procura di Napoli, il capo della squadra mobile avrebbe rivelato all’ imprenditore Marco Iorio notizie riservate sull’inchiesta in corso, consentendogli così di sottrarre beni al sequestro e di depistare le indagini. (…) Da mesi, ormai non era un mistero, una buona fetta di Lungomare viene passata al setaccio. Sotto i riflettori quote societarie, capitali e conti correnti.

Si era partiti dal racconto del boss pentito Salvatore Lo Russo, l’ex capo dei «capitoni» di Miano, che avrebbe per anni riciclato denaro sporco proprio grazie al contributo di imprenditori dal volto pulito. Distinguere la parte sana dell’economia napoletana da tentativi di infiltrazione è l’obiettivo della Dda di Napoli, tanto per chiudere il cerchio attorno alle «spa» della camorra, salvando quanto di buono è stato fatto negli ultimi venti anni tra Lungomare e cuore pulsante del centro cittadino.

Qualche altro dettaglio su Campania C’entro:

Gli arrestati sono collegati all’attività di Mario Potenza, 79 anni, ex contrabbandiere e usuraio tra i più attivi di Napoli legato al clan Mazzarella. Nella sua abitazione al Pallonetto di Santa Lucia il 2 maggio scorso furono scoperti quasi 10 milioni di euro in contanti murati in intercapedini nelle pareti. (…) Marco Iorio, l’imprenditore ritenuto dagli investigatori amico e socio in affari del calciatore Fabio Cannavaro, è accusato di essere a capo di un’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, al trasferimento fraudolento di valori, alle false comunicazioni sociali e alla corruzione di pubblici ufficiali.

Avrebbe impiegato nelle sue attività denaro del boss del quartiere Santa Lucia Mario Potenza e dei suoi figli, nonché due milioni di euro versati dall’ex capoclan Salvatore Lo Russo. I soldi, secondo gli investigatori, provenivano soprattutto dall’usura. Nel decreto di sequestro, emesso dal gip Maria Vittoria Foschini, sono contenute anche alcune intercettazioni telefoniche che provano l’attività usuraria dei Potenza. Parlando con un imprenditore che non riusciva a saldare un debito, Salvatore Potenza lo minacciava così: “Ti devo levare tutti i denti da bocca… Allora, io non voglio sentire niente. Digli a quel bastardo di tuo figlio che, dove lo vedo lo vedo, lo mando all’ospedale. Dove vedo a tuo figlio, lo devo fare a pezzi”.

Lo stesso procuratore Lepore in occasione della conferenza stampa seguita del 230 giugno scorso espresse solidarietà per l’ex capo della Mobile: «Vittorio Pisani è un uomo brillantissimo – spiega Lepore – incappato in una disavventura forse per amicizia. Per noi è molto doloroso ma non diminuisce la nostra stima e fiducia verso la Squadra Mobile».

Via | Il Mattino

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