Omicidio Heather Barnett, ergastolo per Danilo Restivo. Il giudice Burnett: “assassino depravato e calcolatore, non sarà mai rilasciato”

E’ arrivata la condanna per il 39enne potentino, colpevole dell’omicidio di Heather Barnett: Restivo è stato condannato al carcere a vita, senza possibilità di avanzare richiesta per la libertà vigilata


Come vi abbiamo anticipato ieri, è arrivata questa mattina la sentenza per il 39enne potentino Danilo Restivo, giudicato colpevole ieri dell’omicidio della sarta inglese Heather Barnett, uccisa il 12 novembre 2002 nella sua abitazione di Bournemouth.

Ergastolo, senza possibilità di avanzare richiesta per la libertà vigilata. Questa è stata la decisione del giudice Ian Duncan Burnett che, prima di emettere la sentenza, si è così rivolto all’imputato:

Le prove evidenziano che lei ha ucciso anche Elisa Claps. Emetto questa sentenza tenendo in considerazione anche questo fatto. Lei è andato a casa di Heather Barnett, l’ha uccisa e l’ha mutilata. Le ha tagliato la gola. Poi si è cambiato gli abiti per ridurre al minimo la contaminazione. Poi si è creato un alibi, successivamente demolito dal peso delle prove. Ha commesso alcuni errori che alla fine l’hanno fatta scoprire. Sapeva che due bambini avrebbero trovato la loro madre massacrata al loro ritorno. Lei è un assassino depravato e calcolatore. Le circostanze mi portano a concludere che la sentenza minima di 30 anni non sarebbe appropriata. Non può esserci nessuna attenuante. Il punto di partenza è il carcere a vita. Non può essere stabilito nessun termine minimo di detenzione. Lei non sarà mai rilasciato.


I dodici giurati che ieri hanno emesso il verdetto erano presenti in aula, insieme ai familiari della vittima (in prima fila) e alla squadra della polizia del Dorset che ha condotto le indagini ed effettuato l’arresto di Restivo. Poco prima della lettura della sentenza hanno brevemente preso la parola Denise Barnett e Caitlin, rispettivamente sorella e figlia della vittima:

Avevo appena iniziato il mio primo anno alla Summerbee. Quel giorno la mia vita è cambiata per sempre. Non ci sono parole per descrivere quello che è accaduto quel 12 novembre 2002. Abbiamo trovato la mamma sul pavimento, in un lago di sangue. Ho gridato e Terry ha chiamato il 999 dicendo che nostra madre era morta. Siamo stati subito portati a casa di Fiamma e del suo fidanzato Danilo. Il mio cuore fu strappato via, impiegai interi mesi per accettare che mamma era morte. Abbiamo vissuto in un hotel per un po’ grazie all’aiuto di amici. Devo ringraziare mio fratello per avermi protetto in tutti questi anni. In questo è stata molto utile anche la scuola, non volevo essere conosciuta come la figlia della vittima di un omicidio. Quello che è successo mi ha costretto a crescere molto velocemente. Ho deciso di non essere una vittima.

Da ieri sera, dopo il verdetto dalla giuria, anche la stampa britannica ha iniziato a parlare del caso. Se finora solo il locale Bournemouth Echo se ne era occupato, ora tutti i quotidiani stanno dando ampio risalto alla vicenda, con Restivo che viene definito “hair fetish monster“, il mostro col feticismo dei capelli.

Ora, mentre Restivo dovrà scontare la sua condanna in Inghilterra, restano da definire i dettagli del suo trasferimento momentaneo in Italia in occasione del processo per l’omicidio di Elisa Claps, che lo vede come unico imputato con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato dai motivi abietti e dalla ferocia.

Restivo, come da precedenti accordi, potrà tornare in Italia per difendersi dalle accuse che gli vengono contestate dalla Procura di Salerno. Poi, però, dovrà tornare in Inghilterra per scontare la condanna.

Le prime due udienze del processo italiano si terranno l’8 e il 10 novembre in Tribunale a Salerno.

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